Per quanto sia andata in archivio solamente la prima di trentotto giornate di campionato, la scoppola rimediata dalla Fiorentina a Roma ha fatto male. Molto. L’entusiasmo dilagante che si respirava fino al fischio d’inizio del match dell’Olimpico è ancora vivo, sì. Ma sarebbe un peccato enorme disperderlo.
Il campo ha detto che la Fiorentina deve ancora trovare una sua identità, che molti singoli avranno bisogno di tempo per raggiungere livelli accettabili, che Grosso deve fare delle scelte logiche, ma anche che Paratici deve completare questa rosa. Grosso ha sempre giocato con le ali. Il 4-3-3 è il suo modulo di riferimento. Perché si è arrivati a giocare la prima di campionato con la Roma senza esterni offensivi? Pellegrino mandato in campo per lasciare in panchina Kean ormai promesso sposo del Como, non può essere servito come se fosse Kean. Non è arrivato un cross dagli esterni a Roma, anche perché gli esterni non ci sono (ancora). Per non rimarcare la ricerca di un senso all’ingresso di Kean nella ripresa. Molto, sia da parte del tecnico che da parte di Paratici sarebbe dovuto essere gestito in maniera migliore.
Poi ci sono errori marchiani, frutto di un lunedì caotico, come Dodo dal 1’ o Joao Mario a piede invertito. Una serie di situazioni che fanno pensare che si potesse e dovesse gestire il ‘giorno gara’ in maniera differente. Archiviare il ko di Roma e proiettarsi al Frosinone la missione. Di Grosso, Paratici e di tutta la Fiorentina.
Il campo ha detto che la Fiorentina deve ancora trovare una sua identità, che molti singoli avranno bisogno di tempo per raggiungere livelli accettabili, che Grosso deve fare delle scelte logiche, ma anche che Paratici deve completare questa rosa. Grosso ha sempre giocato con le ali. Il 4-3-3 è il suo modulo di riferimento. Perché si è arrivati a giocare la prima di campionato con la Roma senza esterni offensivi? Pellegrino mandato in campo per lasciare in panchina Kean ormai promesso sposo del Como, non può essere servito come se fosse Kean. Non è arrivato un cross dagli esterni a Roma, anche perché gli esterni non ci sono (ancora). Per non rimarcare la ricerca di un senso all’ingresso di Kean nella ripresa. Molto, sia da parte del tecnico che da parte di Paratici sarebbe dovuto essere gestito in maniera migliore.
Poi ci sono errori marchiani, frutto di un lunedì caotico, come Dodo dal 1’ o Joao Mario a piede invertito. Una serie di situazioni che fanno pensare che si potesse e dovesse gestire il ‘giorno gara’ in maniera differente. Archiviare il ko di Roma e proiettarsi al Frosinone la missione. Di Grosso, Paratici e di tutta la Fiorentina.
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