"I dati Irpet relativi al primo trimestre 2026 confermano il ruolo centrale del turismo nell'economia toscana. In particolare Firenze registra una crescita delle presenze turistiche del 6,2%, superiore alla media regionale del 5,3%, a conferma della forte attrattività internazionale del territorio".
E' quanto spiega, in una nota, la Fisascat-Cisl Firenze e Prato secondo cui "si tratta di un segnale positivo che deve però tradursi in benefici concreti per le lavoratrici ei lavoratori del settore". "Quando cresce il turismo devono crescere anche la qualità dell'occupazione, la stabilità dei rapporti di lavoro e le prospettive professionali delle persone che ogni giorno lavorano nelle strutture ricettive, nella ristorazione e nei servizi collegati - prosegue il sindacato -. Non possiamo limitarci a registrare l'aumento delle presenze senza affrontare temi come il part-time involontario, la continuità occupazionale, l'organizzazione degli orari e dei carichi di lavoro".
"A Firenze, dove il turismo rappresenta una componente strutturale dell'economia locale, la sfida è quella di accompagnare la crescita dei flussi con una crescita della qualità del lavoro e delle professionalità£, continua la Fisascat-Cisl Firenze e Prato. "Prato presenta caratteristiche diverse, ma è sempre più inserita nel sistema turistico della Toscana centrale e beneficia dei flussi che interessano Firenze e l'area metropolitana". Per la Fisascat-Cisl Firenze e Prato "è necessario intervenire su più livelli.
A livello nazionale continuiamo a chiedere una revisione degli ammortizzatori sociali dedicati ai lavoratori stagionali del turismo, capace di garantire maggiore continuità di reddito e di contribuzione previdenziale nei periodi di fermo. Alla Regione Toscana chiediamo invece di aprire un confronto con le parti sociali per costruire misure che incentivano concretamente l'allungamento dei contratti stagionali e l'aumento delle ore lavorate per chi oggi opera in condizioni di part-time involontario.
Occorre inoltre rilanciare la contrattazione territoriale di secondo livello, affrontando temi come organizzazione del lavoro, formazione, welfare, sicurezza e produttività", conclude il sindacato.
E' quanto spiega, in una nota, la Fisascat-Cisl Firenze e Prato secondo cui "si tratta di un segnale positivo che deve però tradursi in benefici concreti per le lavoratrici ei lavoratori del settore". "Quando cresce il turismo devono crescere anche la qualità dell'occupazione, la stabilità dei rapporti di lavoro e le prospettive professionali delle persone che ogni giorno lavorano nelle strutture ricettive, nella ristorazione e nei servizi collegati - prosegue il sindacato -. Non possiamo limitarci a registrare l'aumento delle presenze senza affrontare temi come il part-time involontario, la continuità occupazionale, l'organizzazione degli orari e dei carichi di lavoro".
"A Firenze, dove il turismo rappresenta una componente strutturale dell'economia locale, la sfida è quella di accompagnare la crescita dei flussi con una crescita della qualità del lavoro e delle professionalità£, continua la Fisascat-Cisl Firenze e Prato. "Prato presenta caratteristiche diverse, ma è sempre più inserita nel sistema turistico della Toscana centrale e beneficia dei flussi che interessano Firenze e l'area metropolitana". Per la Fisascat-Cisl Firenze e Prato "è necessario intervenire su più livelli.
A livello nazionale continuiamo a chiedere una revisione degli ammortizzatori sociali dedicati ai lavoratori stagionali del turismo, capace di garantire maggiore continuità di reddito e di contribuzione previdenziale nei periodi di fermo. Alla Regione Toscana chiediamo invece di aprire un confronto con le parti sociali per costruire misure che incentivano concretamente l'allungamento dei contratti stagionali e l'aumento delle ore lavorate per chi oggi opera in condizioni di part-time involontario.
Occorre inoltre rilanciare la contrattazione territoriale di secondo livello, affrontando temi come organizzazione del lavoro, formazione, welfare, sicurezza e produttività", conclude il sindacato.
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