Funerali a Firenze per il marchese Vittorio Frescobaldi, figura cardine dell'enologia nazionale ed esponente della trentunesima generazione della storica famiglia fiorentina, legata alla viticoltura da oltre 700 anni. Tante persone si sono recate nella basilica di Santo Spirito per le esequie per omaggiare una personalità celebre, scomparsa all'età di 97 anni. Sulla bara è stato deciso di inserire rami di olivo e di vite e, come ha detto padre Giuseppe Pagano, priore di Santo Spirito, "non i classici fiori". In chiesa i familiari e i parenti, esponenti di famiglie storiche della città, delle istituzioni, della società civile e delle profesisoni, ma anche persone comuni che vivono nel quartiere.
Padre Pagano, nell'omelia, ha parlato di "un momento di dolore, accompagnato però dalla speranza. Sappiamo che tutto non finisce qui ma c'è una porta aperta. C'è un aspetto che mi ha colpito tantissimo di lui: mi ha colpito questa sua ricerca nella fede, l'aver paura del dubbio della fede. Quando sabato scorso sono andato a portare il sacramento dell'unzione Vittorio era vigilissimo: mi ricorderò i suoi occhioni, che ti parlavano".
Il figlio Lamberto Frescobaldi, commosso, ha ricordato gli ultimi momenti di vita del padre. "Quando sono andato in pronto soccorso - ha affermato - gli ho chiesto come stava e lui mi ha detto 'Benissimo'. Questo era mio padre. Anche in un momento così difficile non voleva far pesare agli altri ciò che stava vivendo. Era forte e discreto. Dietro la parola 'benissimo' oggi mi sembra di trovare tutto di lui: la sua forza, il suo carattere, la sua energia e la sua fiducia. Per tutta la vita ha avuto la capacità di andare oltre: il lavoro è stato tutto per lui, non si è mai limitato a custodire ciò che aveva ricevuto".
Lamberto Frescobaldi ha ricordato il percorso all'interno dell'azienda e la forza della famiglia: "Nel 1986 ci fu un momento nero ma in quel momento la mia mamma aiutò Vittorio e tutti noi, ci diede una boccata d'ossigeno essenziale e tutto cambiò in meglio. Tra mia mamma e mia babbo il rapporto era d'acciaio, hanno vissuto oltre 70 anni insieme". Frescobaldi ha ricordato anche qualche momento della vita col babbo e dell'affettuoso nome dato dalla "zia Grazia, che lo chiamava il marchese Treccani, vista anche la sua cultura".
In chiesa è arrivata la sindaca Sara Funaro, c'erano l'assessore al welfare Nicola Paulesu, il presidente di Fondazione Cr Firenze Bernabò Bocca, l'imprenditore Marco Carrai, l'europarlamentare Dario Nardella, il presidente dell'Agenzia Ice Matteo Zoppas e ancora Laudomia Pucci, Leonardo Ferragamo, Albiera Antinori esponente di un altro celebre casato dedito alla viticoltura, la storica famiglia fiorentina Gondi, il procuratore Carlo Pallavicino e molti altri riconoscibili, rappresentanti della città.
Padre Pagano, nell'omelia, ha parlato di "un momento di dolore, accompagnato però dalla speranza. Sappiamo che tutto non finisce qui ma c'è una porta aperta. C'è un aspetto che mi ha colpito tantissimo di lui: mi ha colpito questa sua ricerca nella fede, l'aver paura del dubbio della fede. Quando sabato scorso sono andato a portare il sacramento dell'unzione Vittorio era vigilissimo: mi ricorderò i suoi occhioni, che ti parlavano".
Il figlio Lamberto Frescobaldi, commosso, ha ricordato gli ultimi momenti di vita del padre. "Quando sono andato in pronto soccorso - ha affermato - gli ho chiesto come stava e lui mi ha detto 'Benissimo'. Questo era mio padre. Anche in un momento così difficile non voleva far pesare agli altri ciò che stava vivendo. Era forte e discreto. Dietro la parola 'benissimo' oggi mi sembra di trovare tutto di lui: la sua forza, il suo carattere, la sua energia e la sua fiducia. Per tutta la vita ha avuto la capacità di andare oltre: il lavoro è stato tutto per lui, non si è mai limitato a custodire ciò che aveva ricevuto".
Lamberto Frescobaldi ha ricordato il percorso all'interno dell'azienda e la forza della famiglia: "Nel 1986 ci fu un momento nero ma in quel momento la mia mamma aiutò Vittorio e tutti noi, ci diede una boccata d'ossigeno essenziale e tutto cambiò in meglio. Tra mia mamma e mia babbo il rapporto era d'acciaio, hanno vissuto oltre 70 anni insieme". Frescobaldi ha ricordato anche qualche momento della vita col babbo e dell'affettuoso nome dato dalla "zia Grazia, che lo chiamava il marchese Treccani, vista anche la sua cultura".
In chiesa è arrivata la sindaca Sara Funaro, c'erano l'assessore al welfare Nicola Paulesu, il presidente di Fondazione Cr Firenze Bernabò Bocca, l'imprenditore Marco Carrai, l'europarlamentare Dario Nardella, il presidente dell'Agenzia Ice Matteo Zoppas e ancora Laudomia Pucci, Leonardo Ferragamo, Albiera Antinori esponente di un altro celebre casato dedito alla viticoltura, la storica famiglia fiorentina Gondi, il procuratore Carlo Pallavicino e molti altri riconoscibili, rappresentanti della città.
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