Il Tar dà ragione a Wind Tre nel contenzioso sul potenziamento dell’antenna di via dell’Agnolo 2. I giudici hanno annullato il provvedimento con cui Palazzo Vecchio aveva negato l’installazione di tre nuovi ripetitori 5G sul tetto dell’edificio, al posto dell’impianto di vecchia generazione.
Il Comune aveva bloccato il progetto per la vicinanza ad alcuni edifici di rilevante interesse storico e artistico, tra cui il complesso delle Murate e l’Archivio di Stato. Secondo il Tar, però, nei trenta giorni successivi alla presentazione della Scia non era stato adottato alcun provvedimento inibitorio né sollevata una contestazione formale. La pratica era quindi ormai diventata efficace, anche alla luce dei nulla osta ottenuti da Arpat, Enac e Aeronautica militare e dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Direzione urbanistica.
Il progetto prevede la demolizione dell’attuale impianto e l’installazione di tre antenne tecnologicamente più avanzate. Saranno eliminate le quattro strutture esistenti e realizzata una nuova infrastruttura ancorata al torrino sommitale dell’edificio.
Palazzo Vecchio aveva contestato il rispetto delle norme sul decoro edilizio, chiedendo inoltre antenne più compatte e con un minore impatto visivo. Il Tar ha però cancellato il diniego. Il Comune potrà adesso decidere se impugnare la sentenza. Lo scrive la Nazione.
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