Dagli Etruschi all'arte di Quinto Martini, passando per musei, archeologia, borghi e paesaggio.

Ha fatto tappa questa mattina a Carmignano (Prato) il tour dell'assessora alla cultura e al turismo culturale Cristina Manetti, dedicato alla cultura diffusa e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale presente in ogni angolo della Toscana.
     
Un tour tra arte, cultura e paesaggio che ha condotto Manetti prima al Museo archeologico 'Francesco Nicosia' di Artimino, dove è stata accolta dall'assessora alla cultura del Comune di Carmignano Maria Cristina Monni. La direttrice Maria Chiara Bettini ha illustrato le collezioni del museo, soffermandosi in particolare sulla nuova ala che ospita gli avori rinvenuti nel Tumulo di Montefortini a Comeana e successivamente restaurati. La visita è proseguita al vicino Centro didattico polivalente, dove, insieme al sindaco Edoardo Prestanti, l'assessora ha preso visione dello scavo etrusco riprodotto a fini didattici e della sala del banchetto. Dalla terrazza panoramica del Centro ha poi potuto ammirare lo splendido paesaggio delle colline di Carmignano, con sullo sfondo la villa medicea La Ferdinanda di Artimino.

Ultima tappa a Seano, dove, accompagnata da Prestanti e Monni, Manetti ha visitato il Parco museo Quinto Martini, che raccoglie all'aperto le opere dell'artista originario di questo territorio, e quindi la sua Casa Studio. "Carmignano è un territorio ricchissimo, che custodisce luoghi e testimonianze davvero straordinari - ha detto Manetti -. I grandi protagonisti qui sono certamente gli Etruschi, le nostre radici, una civiltà che continua a raccontarci la nostra storia". "Artimino, Comeana, Seano e più in generale Carmignano hanno tutte le caratteristiche per essere sempre di più una meta del turismo lento e culturale - ha proseguito Manetti -: un turismo che sceglie di uscire dalle grandi città d'arte per scoprire borghi, paesaggi e patrimoni meno conosciuti, ma di enorme valore". Per Prestanti: "Carmignano è uno dei Comuni leader nel turismo culturale.

In questi anni abbiamo puntato tantissimo alla creazione di percorsi di turismo lento". "La Toscana diffusa, anche dal punto di vista culturale, deve essere sempre di più la nostra forza. Dobbiamo dare valore a ciò che abbiamo, rafforzare la rete dei musei di rilevanza regionale e soprattutto riuscire a raccontare meglio questa straordinaria ricchezza. Chi viene in Toscana trova le nostre grandi città d'arte, con il loro fascino unico e intramontabile, ma deve sapere che, appena fuori da quei grandi centri, c'è ancora tantissimo da scoprire". 
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies