'Si tratta di una vicenda che interroga a fondo il funzionamento del sistema di accoglienza cittadino e il ruolo delle politiche sociali'

Un'interrogazione è stata depositata in Consiglio comunale da Firenze democratica insieme al gruppo di Sinistra progetto comune sul caso raccontato ieri dalla rivista 'Fuori Binario' riguardo la morte di un sessantenne, ospite dell'Albergo Popolare e volontario della comunità del giornale, decesso avvenuto a febbraio e di cui all'epoca la cronaca cittadina aveva dato notizia.

"Si tratta di una vicenda che interroga a fondo il funzionamento del sistema di accoglienza cittadino e il ruolo delle politiche sociali, troppo spesso relegate ai margini del dibattito pubblico - spiegano in una nota le esponenti di Firenze Democratica Cecilia Del Re, consigliera comunale e Serena Berti, consigliera del Quartiere 2 -. Secondo quanto raccontato da Fuori Binario, Stefano vive una condizione di angosciante legata all'impossibilità di scontare nella propria stanza all'Albergo popolare, abitualmente affittata, una possibile lieve pena ai domiciliari».

"Per altro, non era nemmeno detto che il processo si sarebbe concluso con una condanna agli arresti domiciliari, ma il pensiero di dover lasciare la propria stanza all'Albergo popolare per non poter scontare lì la pena e di finire in carcere ha trasformato una possibilità in una condanna già definitiva e senza appello.
E il tutto perché la situazione di marginalità in cui vivere non gli avrebbe permesso di scontare fuori dal carcere quella eventuale pena a differenza di chi, invece, una casa o un alloggio ce l'ha. La legge, e quindi le pene lì previsti, non sono uguali per tutti se si aggravano quando il destinatario vive in una situazione di marginalità.

Ma davvero poi la pena degli arresti domiciliari non poteva essere scontata all'Albergo popolare? E chi lo ha stabilito? E com'è possibile che l'amministrazione e gli altri enti non hanno trovato nessuna soluzione temporanea alternativa?".

    






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