Dopo un intervento di restauro e riqualificazione, il giardino storico di San Leonardo al Palco di Prato riapre alla città.
Due ettari di parco recuperati con un progetto che intreccia tutela del patrimonio, natura, spiritualità e benessere della persona. Sabato 12 settembre la villa del Palco aprirà le porte al pubblico con 'Il verde che cura': dalla meditazione sotto i tigli al lavoro nell'orto bioattivo, dalle visite alla scoperta del parco agli incontri dedicati al rapporto tra uomo e natura, fino al dialogo tra Stefano Mancuso e padre Guidalberto Bormolini e al concerto nel giardino di Giovanni Caccamo. La riapertura, si spiega in una nota, arriva al termine del progetto 'Benessere e spiritualità: Orto-giardino Laudato Si'. La cura del verde, il verde che cura', realizzato dai Ricostruttori nella Preghiera al Borgo con il sostegno della Diocesi di Prato, grazie a un finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a titolarità del Ministero della Cultura.
Il progetto si ispira alla visione dell'ecologia integrale proposta da Papa Francesco nell'enciclica Laudato si', mettendo in relazione la cura della persona nella sua interezza (corpo, mente e spirito) con la custodia della natura e la costruzione di comunità accoglienti, solidali e sostenibili. Il progetto ha interessato l'intera area verde di circa due ettari, intervenendo nel rispetto dell'impianto storico del parco e affiancando al restauro nuovi strumenti di fruizione e accessibilità.
Il giardino storico all'italiana è stato risistemato con le sue siepi di bosso e le rose, mentre nel parco hanno trovato posto 800 piante officinali, 48 alberi da frutto tra fichi, ciliegi e noci e nuovi ulivi. È nato inoltre un orto bioattivo, pensato come spazio vivo e aperto anche a percorsi didattici per le scuole, insieme a un percorso ciclo-pedonale accessibile costeggiato da alberi da frutto. Il recupero dell'antico sistema idraulico ha portato alla realizzazione di un biolago di fitodepurazione; circa 2.300 metri quadrati di muri a secco sono stati restaurati e un nuovo vialetto d'ingresso, lungo 600 metri, accompagna oggi all'interno del complesso. A rendere il parco più accessibile e fruibile contribuiscono anche la nuova illuminazione con wi-fi integrato e un'audioguida utilizzabile anche da persone non vedenti.
Due ettari di parco recuperati con un progetto che intreccia tutela del patrimonio, natura, spiritualità e benessere della persona. Sabato 12 settembre la villa del Palco aprirà le porte al pubblico con 'Il verde che cura': dalla meditazione sotto i tigli al lavoro nell'orto bioattivo, dalle visite alla scoperta del parco agli incontri dedicati al rapporto tra uomo e natura, fino al dialogo tra Stefano Mancuso e padre Guidalberto Bormolini e al concerto nel giardino di Giovanni Caccamo. La riapertura, si spiega in una nota, arriva al termine del progetto 'Benessere e spiritualità: Orto-giardino Laudato Si'. La cura del verde, il verde che cura', realizzato dai Ricostruttori nella Preghiera al Borgo con il sostegno della Diocesi di Prato, grazie a un finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a titolarità del Ministero della Cultura.
Il progetto si ispira alla visione dell'ecologia integrale proposta da Papa Francesco nell'enciclica Laudato si', mettendo in relazione la cura della persona nella sua interezza (corpo, mente e spirito) con la custodia della natura e la costruzione di comunità accoglienti, solidali e sostenibili. Il progetto ha interessato l'intera area verde di circa due ettari, intervenendo nel rispetto dell'impianto storico del parco e affiancando al restauro nuovi strumenti di fruizione e accessibilità.
Il giardino storico all'italiana è stato risistemato con le sue siepi di bosso e le rose, mentre nel parco hanno trovato posto 800 piante officinali, 48 alberi da frutto tra fichi, ciliegi e noci e nuovi ulivi. È nato inoltre un orto bioattivo, pensato come spazio vivo e aperto anche a percorsi didattici per le scuole, insieme a un percorso ciclo-pedonale accessibile costeggiato da alberi da frutto. Il recupero dell'antico sistema idraulico ha portato alla realizzazione di un biolago di fitodepurazione; circa 2.300 metri quadrati di muri a secco sono stati restaurati e un nuovo vialetto d'ingresso, lungo 600 metri, accompagna oggi all'interno del complesso. A rendere il parco più accessibile e fruibile contribuiscono anche la nuova illuminazione con wi-fi integrato e un'audioguida utilizzabile anche da persone non vedenti.
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