Scuola, a Firenze aule a 34 gradi. Così in una nota la Uil scuola che con il segretario fiorentino Cristiano Di Donna commenta: "La sicurezza è anche tutela della salute. Non possiamo considerare normale lavorare e studiare con temperature di 33,5-34 gradi".
"In questi giorni - sottolinea Di Donna - i collaboratori scolastici, già insufficienti per i continui tagli agli organici, sono impegnati nella preparazione degli istituti, tra pulizie, traslochi e sistemazione delle aule, con temperature che arrivano a 34 gradi. Anche docenti e studenti dovranno rientrare in ambienti spesso surriscaldati, soprattutto ai piani più alti".
"Il cambiamento climatico è ormai una realtà - conclude Di Donna - e non possiamo continuare ad affrontarlo con soluzioni tampone. Un eventuale rinvio dell'avvio delle lezioni può risolvere soltanto l'emergenza del momento. Servono invece interventi strutturali: climatizzazione e ventilazione delle aule, schermature solari, efficientamento energetico e un serio piano di adeguamento dell'edilizia scolastica.
Prevenire, non curare: questa deve essere la strada. La scuola non può essere sicura soltanto sulla carta. Deve esserlo anche nelle condizioni concrete in cui studenti e lavoratori trascorrono ogni giorno le loro giornate".
"In questi giorni - sottolinea Di Donna - i collaboratori scolastici, già insufficienti per i continui tagli agli organici, sono impegnati nella preparazione degli istituti, tra pulizie, traslochi e sistemazione delle aule, con temperature che arrivano a 34 gradi. Anche docenti e studenti dovranno rientrare in ambienti spesso surriscaldati, soprattutto ai piani più alti".
"Il cambiamento climatico è ormai una realtà - conclude Di Donna - e non possiamo continuare ad affrontarlo con soluzioni tampone. Un eventuale rinvio dell'avvio delle lezioni può risolvere soltanto l'emergenza del momento. Servono invece interventi strutturali: climatizzazione e ventilazione delle aule, schermature solari, efficientamento energetico e un serio piano di adeguamento dell'edilizia scolastica.
Prevenire, non curare: questa deve essere la strada. La scuola non può essere sicura soltanto sulla carta. Deve esserlo anche nelle condizioni concrete in cui studenti e lavoratori trascorrono ogni giorno le loro giornate".
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