I lavori dovevano terminare a febbraio, ma restano da riqualificare altri 750 metri fino a viale Duse. Commercianti e residenti lamentano disagi e posti auto persi

Procedono lentamente i lavori per la riqualificazione dello spartitraffico alberato di via Lungo l’Affrico, ancora concentrati all’altezza dell’incrocio con via Calvi. Il cantiere, partito nel febbraio 2025 dal cavalcavia di piazza Alberti, avrebbe dovuto concludersi un anno dopo.

Finora l’intervento ha interessato soltanto 300 metri di parterre e alcune parti non risultano ancora completate. Restano da cantierizzare, per fasi successive, altri 750 metri fino alla rotatoria di viale Duse. Dal Comune non sono state comunicate nuove date per la conclusione dell’opera.

A rallentare i lavori sarebbero soprattutto le prescrizioni della Direzione Ambiente per tutelare gli alberi esistenti. La presenza dei pini e delle loro radici superficiali ha reso più complesse le operazioni. Secondo Palazzo Vecchio, tuttavia, il cantiere non provocherebbe particolari problemi alla circolazione. Nel frattempo, però, sono diminuiti i posti auto disponibili.

Le attività commerciali della zona lamentano disagi e mancanza di informazioni. Il trippaio Montini ha dovuto spostare il proprio chiosco in viale Fanti, vicino alla Misericordia. «Me ne sono andato il 20 aprile. Una Pec spiegava che sarei potuto tornare nella mia postazione il 20 luglio, ma ancora niente», racconta.

Anche il ferramenta Rulli segnala che le transenne intralciano parzialmente la viabilità. Da Dolcezze del 2000 spiegano invece di non aver ricevuto indicazioni sui tempi: «Non ci hanno detto quando finiranno nel nostro tratto. Il problema principale sono gli stalli per le auto, che erano pochi già prima».

A gennaio erano nate polemiche anche per la scelta di piantare quattro nuovi pini nel tratto già completato. Alcuni residenti avevano contestato la decisione, considerando che proprio le radici dei vecchi esemplari avevano danneggiato l’aiuola e la pista ciclabile.

L’agronomo Francesco Zangari invita però a non demonizzare il pino domestico: «È un sempreverde che cresce rapidamente e garantisce l’assorbimento degli inquinanti anche in inverno». In via Lungo l’Affrico le radici si sarebbero sviluppate orizzontalmente a causa del poco spazio disponibile sopra il torrente tombato.

Per gli altri tratti è stata valutata anche la possibilità di utilizzare il ligustro. Questa specie presenta però un’altra criticità: le sue bacche blu possono sporcare le automobili e attirare numerosi uccelli. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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