Rivedere i calendari dei campionati e renderli più flessibili, spostando in orari serali le partite quando le temperature sono particolarmente elevate. Lo chiede la Uil Toscana tramite il proprio ufficio Sport. "Quando il caldo diventa un rischio, il calcio deve fermarsi", le parole del delegato regionale Gianluca Cavallaro.
Un appello che arriva all'indomani della sospensione, temporanea, di Juve Stabia-Pisa (in programma ieri alle 15 a Castellamare di Stabia) per il malore accusato dal difensore dei toscani, Rosen Bozhinov, svenuto per disidratazione.
"Modificare i calendari e fermare una partita quando esiste un rischio concreto non significa indebolire il calcio, ma dimostrare rispetto per il calcio e per chi lo rende possibile. La salute viene prima del risultato, prima dello spettacolo, del calendario, dei diritti televisivi o degli interessi economici", si spiega ancora dalla Uil Toscana, che chiede "una riflessione seria a chi ha la responsabilità di organizzare e governare il calcio. Non possiamo continuare a considerare una partita come un evento indipendente dalle condizioni climatiche nelle quali viene disputata".
Tra le soluzioni proposte, anzitutto, lo slittamento alla sera delle partite in alcuni periodi dell'anno: "Se sappiamo che nelle ore più calde della giornata le condizioni diventano particolarmente difficili, perché non utilizzare maggiormente le fasce nelle quali le temperature sono più sostenibili?". "E' Il calcio che deve adattarsi al clima, non il contrario", afferma ancora la Uil Toscana, secondo cui "servono regole chiare e omogenee: valutazioni preventive delle condizioni climatiche, fasce orarie compatibili con le temperature, possibilità effettiva di rinviare o sospendere le gare, protocolli più rigorosi e criteri oggettivi per stabilire quando le condizioni ambientali diventano incompatibili con la pratica sportiva. Non possiamo continuare ad agire - conclude Cavallaro - soltanto dopo che qualcosa è accaduto".
Un appello che arriva all'indomani della sospensione, temporanea, di Juve Stabia-Pisa (in programma ieri alle 15 a Castellamare di Stabia) per il malore accusato dal difensore dei toscani, Rosen Bozhinov, svenuto per disidratazione.
"Modificare i calendari e fermare una partita quando esiste un rischio concreto non significa indebolire il calcio, ma dimostrare rispetto per il calcio e per chi lo rende possibile. La salute viene prima del risultato, prima dello spettacolo, del calendario, dei diritti televisivi o degli interessi economici", si spiega ancora dalla Uil Toscana, che chiede "una riflessione seria a chi ha la responsabilità di organizzare e governare il calcio. Non possiamo continuare a considerare una partita come un evento indipendente dalle condizioni climatiche nelle quali viene disputata".
Tra le soluzioni proposte, anzitutto, lo slittamento alla sera delle partite in alcuni periodi dell'anno: "Se sappiamo che nelle ore più calde della giornata le condizioni diventano particolarmente difficili, perché non utilizzare maggiormente le fasce nelle quali le temperature sono più sostenibili?". "E' Il calcio che deve adattarsi al clima, non il contrario", afferma ancora la Uil Toscana, secondo cui "servono regole chiare e omogenee: valutazioni preventive delle condizioni climatiche, fasce orarie compatibili con le temperature, possibilità effettiva di rinviare o sospendere le gare, protocolli più rigorosi e criteri oggettivi per stabilire quando le condizioni ambientali diventano incompatibili con la pratica sportiva. Non possiamo continuare ad agire - conclude Cavallaro - soltanto dopo che qualcosa è accaduto".
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