Alle 6.30 del mattino Franco Middei, amministratore delegato di Autolinee Toscane, è già a Santa Maria Novella per vestire i panni del controllore. L’iniziativa rientra nel progetto “Ajeje Brazorf”, attraverso il quale i dipendenti degli uffici possono conoscere da vicino il servizio e contribuire alla lotta all’evasione. Su 500 amministrativi hanno aderito in 100, impegnandosi a salire sui mezzi una volta al mese.
I controlli sono passati dai due milioni del 2023 ai tre milioni del 2025. A Firenze i verificatori interni sono 50 e diventeranno 75 da settembre a dicembre, soprattutto per contrastare l’evasione tra gli studenti. Secondo Middei, viaggia senza biglietto tra il 9 e il 10% dei 150 milioni di passeggeri annui: «Con 150 milioni di incassi l’anno, il 9% fa 15 milioni. Chi sale senza pagare viene sanzionato con gentilezza e fermezza: nessuna discrezionalità».
Sul fronte del servizio, l’ad ammette che ritardi e corse saltate sono diventati frequenti a causa di cantieri, sosta selvaggia e incidenti. Le linee più problematiche sono la 23 per Sorgane, la 6 e la 17. La proposta avanzata a Regione e Comune è quella di rivedere i tempi di percorrenza, prevedendo corse più distanziate ma maggiormente affidabili.
Con il completamento della tramvia, gli autobus diventeranno soprattutto mezzi di collegamento verso le fermate principali. Resta inoltre da valutare la sostenibilità del servizio notturno, mentre preoccupa la sicurezza: nel 2025 le aggressioni al personale sono state 48 in Toscana, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. Su molti mezzi le cabine degli autisti sono già state completamente chiuse per aumentare la protezione. Lo scrive la Nazione.
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