"Lo Stato di diritto è universale o perde la sua ragione di essere. La difesa dei diritti umani non può dipendere dall'appartenenza nazionale, religiosa o politica di chi ne è titolare". E' l'appello lanciato dall'Ordine degli avvocati di Firenze in una lettera trasmessa all'Israel Bar Association, l'Ordine forense israeliano, per richiamarne l'attenzione sulla situazione dei diritti fondamentali della popolazione palestinese in Cisgiordania.
Ribadendo nella lettera ai colleghi israeliani la condanna "senza alcuna riserva" del massacro perpetrato da Hamas e da altri gruppi armati il 7 ottobre 2023, il Consiglio dell'Ordine di Firenze presieduto da Sergio Paparo esprime "crescente e profonda preoccupazione" per le violenze contro la popolazione civile palestinese, l'espansione degli insediamenti israeliani, le demolizioni e le confische di abitazioni e terreni, le restrizioni alla libertà di circolazione e le difficoltà di accesso alla tutela giurisdizionale nei territori della Cisgiordania. La condanna della violenza contro la popolazione civile - si sottolinea - deve essere assoluta e, proprio per questo, "valere sempre e per tutti". "Il diritto non può cambiare a seconda di chi ne invoca la protezione". Da qui l'appello rivolto ai colleghi israeliani affinché facciano sentire la propria voce sulla situazione in Cisgiordania, chiedendo che le violenze contro la popolazione civile palestinese siano condannate senza ambiguità, che ogni episodio venga effettivamente investigato e che i responsabili siano perseguiti secondo la legge. "Non contro Israele. Non contro il popolo israeliano. Non in favore di un popolo contro un altro - conclude la lettera - Vi chiediamo di parlare in favore del diritto. E di farlo adesso".
Ribadendo nella lettera ai colleghi israeliani la condanna "senza alcuna riserva" del massacro perpetrato da Hamas e da altri gruppi armati il 7 ottobre 2023, il Consiglio dell'Ordine di Firenze presieduto da Sergio Paparo esprime "crescente e profonda preoccupazione" per le violenze contro la popolazione civile palestinese, l'espansione degli insediamenti israeliani, le demolizioni e le confische di abitazioni e terreni, le restrizioni alla libertà di circolazione e le difficoltà di accesso alla tutela giurisdizionale nei territori della Cisgiordania. La condanna della violenza contro la popolazione civile - si sottolinea - deve essere assoluta e, proprio per questo, "valere sempre e per tutti". "Il diritto non può cambiare a seconda di chi ne invoca la protezione". Da qui l'appello rivolto ai colleghi israeliani affinché facciano sentire la propria voce sulla situazione in Cisgiordania, chiedendo che le violenze contro la popolazione civile palestinese siano condannate senza ambiguità, che ogni episodio venga effettivamente investigato e che i responsabili siano perseguiti secondo la legge. "Non contro Israele. Non contro il popolo israeliano. Non in favore di un popolo contro un altro - conclude la lettera - Vi chiediamo di parlare in favore del diritto. E di farlo adesso".
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