I consulenti tecnici nominati dalla procura di Firenze, Igor Catania e Giovanni Mottura, commercialisti, hanno potuto ricostruire i flussi finanziari delle società del gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi dagli anni '70-'80 ma hanno detto di non aver avuto documenti per spiegare la provenienza di un'ingente immissione di denaro tra il 1977 e il 1978 nel gruppo mentre ci fu un aumento di capitale da 2,5 a 18 miliardi delle vecchie lire, somma equivalente a 68-70 milioni di euro odierni. Lo hanno detto gli stessi consulenti al processo contro l'ex gelataio di Omegna (Novara) Salvatore Baiardo a Firenze.    All'epoca il controllo pubblico, dello Stato, sulla tracciabilità dei flussi finanziari non esisteva nelle forme normative attuali. I due consulenti hanno fatto riferimento alla cosiddetta lista Dal Santo, documento che riepiloga 25 versamenti effettuati dal febbraio 1977 al 2 agosto 1978 in funzione dell'aumento del capitale sociale di Fininvest. Del totale dell'importo, che tramite fiduciarie e finanziarie finisce innestato nelle società del gruppo, ai due esperti risultano oltre 13 miliardi di ex lire contabilizzati come cassa, ossia "in contanti".   

 "Ma oltre questo ci è difficile attribuire la provenienza dei capitali a monte", hanno detto. "La lista Dal Santo non è tracciabile, rende plausibile ogni spiegazione circa la provenienza" di questi soldi, hanno sottolineato spiegando che gli innesti sono "preludio di una operazione complessa per l'aumento di capitale della società Fininvest Roma, tramite 19 fiduciarie" in capo a Silvio Berlusconi. Poi Fininvest Roma immise tali capitali in Fininvest spa sotto forma di finanziamento, divenendone creditrice. 

Da inizio 1977, hanno spiegato Catania e Mottura, i capitali individuati con la lista Dal Santo vengono impiegati nelle società del gruppo Fininvest attraverso "sei operazioni circolari", ciascuna denominata con un nome proprio, che i due consulenti definiscono "anomale". Nell'aprile 1977 l'assemblea dei soci Fininvest approva l'aumento di capitale di circa otto volte. Ma non ci sarà l'autorizzazione preventiva del ministero del Tesoro, necessario per gli aumenti superiori ai 500 milioni di lire come stabiliva ai tempi la legge 428/1955. Il tribunale perciò non omologa la delibera dell'assemblea sull'aumento di capitale.   

  "In attesa della delibera quei versamenti" dalla lista Dal Santo "erano stati impiegati per ristrutturare il piano di investimenti", spiegano Mottura e Catania. Così succede che "l'assemblea 29 novembre 1978 annulla la delibera del 1977 ad eccezione del cambio di sede sociale. Vengono restituiti ai soci i capitali investiti", "il 7 dicembre 1978 le holding da 1 a 19 versano insieme 17,98 miliardi a Fininvest Roma srl che lo stesso giorno fa un finanziamento di 17,5 mld a Fininvest spa, che diventa debitrice di Fininvest Roma".   

  "Con questa operazione venne messa a posto la parte formale - spiegano Mottura e Catania - per investimenti e movimenti di capitali che erano già avvenuti all'interno delle società del gruppo".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies