Sì, questa Fiorentina di Paolo Vanoli è un altro film. Il sequel del Vanolismo, la versione 2.0, in cui si può, anzi si deve osare. Lontani i tempi in cui la formazione viola difendeva il pareggio in casa col Parma o a Lecce, questa va a Venezia e accetta il rischio del contropiede andando sotto, ribaltandola e continuando ad attaccare a testa bassa. Questa, dopo aver raggiunto sul pari il Napoli, accetta il rischio di perderla provando a vincerla. D’altronde, ci sta, quando sul mercato si costruisce una rosa con un potenziale enorme davanti, con terzini di spinta e tanti giovani. Inutile stare dietro, o comunque troppo bassi. Un po’ come quando guidi una formula uno: a trenta all’ora si spegne. Certo, ci vuole un giusto mix e tanto equilibrio.
Lo si è visto coi terzini: forse in quella casella si è osato un po’ troppo con Joao Mario, Jimenez e Valdepenas, visto che nessuno dei tre sembra avere la fase difensiva nelle corde. Ma, come si è visto nel secondo tempo col Napoli, quando spingono gli spagnoli la Fiorentina può contare su due treni capaci di viaggiare forte su entrambi i binari, può osare, sempre sperando che De Gea e Dragusin facciano quello che hanno fatto col Napoli. Inutile andare a schierare Viery terzino, perché questa Fiorentina è stata costruita così. Per stare nella metafora, è inutile mettere i fermi a una formula uno.
E, in tal senso, la sosta potrà tornare molto utile, servirà trovare altre chiavi per ridurre i rischi, o meglio per accettarli nella giusta dose. Magari schierando Oulai in mediana o chiedendo agli esterni d’attacco un po’ più di lavoro di copertura. Intanto resta l’atteggiamento di una Fiorentina che, dopo aver preso due legni al cospetto di una delle candidate alla vittoria del campionato va sotto ma reagisce, e pur avendo raggiunto il pareggio prova a vincerla accettando anche di perderla. Sì, un altro film, un altro Vanoli, la versione 2.0.
Lo si è visto coi terzini: forse in quella casella si è osato un po’ troppo con Joao Mario, Jimenez e Valdepenas, visto che nessuno dei tre sembra avere la fase difensiva nelle corde. Ma, come si è visto nel secondo tempo col Napoli, quando spingono gli spagnoli la Fiorentina può contare su due treni capaci di viaggiare forte su entrambi i binari, può osare, sempre sperando che De Gea e Dragusin facciano quello che hanno fatto col Napoli. Inutile andare a schierare Viery terzino, perché questa Fiorentina è stata costruita così. Per stare nella metafora, è inutile mettere i fermi a una formula uno.
E, in tal senso, la sosta potrà tornare molto utile, servirà trovare altre chiavi per ridurre i rischi, o meglio per accettarli nella giusta dose. Magari schierando Oulai in mediana o chiedendo agli esterni d’attacco un po’ più di lavoro di copertura. Intanto resta l’atteggiamento di una Fiorentina che, dopo aver preso due legni al cospetto di una delle candidate alla vittoria del campionato va sotto ma reagisce, e pur avendo raggiunto il pareggio prova a vincerla accettando anche di perderla. Sì, un altro film, un altro Vanoli, la versione 2.0.
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