La proposta del Governo di introdurre un limite del 30% di alunni stranieri nelle classi riaccende lo scontro politico anche a Firenze. La misura riguarderebbe soprattutto gli studenti che parlano poco o per niente italiano e riprenderebbe il principio contenuto nella circolare firmata nel 2010 dall’allora ministra dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Un’indicazione che, nella pratica, si è rivelata difficilmente applicabile.
Nella provincia di Firenze gli alunni privi della cittadinanza italiana sono 19.267, pari al 18% della popolazione scolastica. L’incidenza maggiore si registra nelle scuole primarie, dove raggiunge il 21%. Le aree con la quota più elevata sono quella fiorentina nord-occidentale e l’Empolese, territori nei quali l’eventuale entrata in vigore della norma potrebbe comportare una profonda riorganizzazione delle classi.
A contestare duramente la proposta è la sindaca di Firenze Sara Funaro, secondo la quale un tetto basato sulla cittadinanza non terrebbe conto della realtà quotidiana delle scuole.
«Ogni volta che si avvicinano le elezioni, invece di affrontare i problemi veri che pesano sulle famiglie, penso al caro vita, all’aumento dei carburanti o alla sicurezza, il Governo sceglie di lanciare lo slogan di turno per rincorrere il consenso», afferma Funaro. «La realtà della scuola è del tutto diversa dalle loro narrazioni e queste proposte dimostrano soltanto che Meloni non la conosce».
La sindaca sottolinea inoltre come molti degli studenti conteggiati come stranieri siano in realtà nati e cresciuti in Italia. «Nelle nostre classi ci sono bambine e bambini nati in Italia, che parlano fiorentino, ma che per la legge attuale rientrano ancora in quelle percentuali. Mettere tetti ideologici è inutile e dannoso».
Per Funaro la strada da seguire dovrebbe essere quella degli investimenti nell’inclusione: «Invece di inventare vincoli propagandistici, il Governo dovrebbe finanziare in tutta Italia i centri di alfabetizzazione, investire nel sostegno linguistico e nei progetti d’integrazione, portando risorse vere alle scuole e agli insegnanti».
Alle parole della sindaca ha replicato l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Torselli, che considera il limite del 30% una misura di «puro buon senso» per favorire una reale integrazione ed evitare la formazione di classi-ghetto. «Funaro pensi al degrado di Firenze invece di dare lezioni al Governo», ha concluso l’esponente di FdI. Lo scrive la Nazione.
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