La linea per Bagno a Ripoli punta all’estate 2027, mentre restano da avviare i lavori verso Rovezzano. Prime operazioni per il collegamento Leopolda-Piagge

Firenze si prepara a vivere altri tre anni segnati da cantieri, binari e modifiche alla viabilità. Sono almeno tre i principali obiettivi da raggiungere per completare la rete tramviaria: concludere la linea Libertà-Bagno a Ripoli, avviare quella verso Rovezzano e realizzare il collegamento tra la Leopolda e le Piagge.

Per la linea 3.2.1 Libertà-Bagno a Ripoli, la conclusione dei lavori e del pre-esercizio è prevista per l’estate del 2027. Il cronoprogramma iniziale indicava dicembre 2026, senza però considerare la fase delle prove. A condizionare i tempi sarà soprattutto l’adeguamento del ponte da Verrazzano, sul quale dovranno passare i binari. L’intervento durerà circa sette mesi, ma non è ancora iniziato.

Prima di aprire il cantiere, Tram Spa dovrà affidare la progettazione dopo l’approvazione da parte della giunta della variante Val 4, basata sulla perizia consegnata dall’ingegnere Salvatore Morano. Il progetto dovrà poi ottenere il via libera della Soprintendenza. Il punto più delicato riguarda le terrazze a sbalzo sull’Arno, progettate negli anni Settanta dall’architetto Leonardo Savioli. La perizia ne suggeriva la demolizione, ma il parere contrario della Soprintendenza ha spinto il Comune a valutare un semplice alleggerimento delle strutture. Il costo dell’opera dovrebbe partire da almeno 7 milioni di euro. Se i lavori cominciassero a dicembre e terminassero a giugno, l’obiettivo dell’estate 2027 potrebbe essere rispettato.

È invece ancora tutta da avviare la linea 3.2.2 Libertà-Rovezzano, destinata ad attraversare Campo di Marte. Le prime lavorazioni erano previste a luglio, ma sono state rinviate a causa dell’intervento sul ponte al Pino e delle incertezze legate al ponte da Verrazzano.

L’opera più complessa sarà il tunnel delle Cure, che permetterà alla tramvia di superare in sotterranea la linea ferroviaria Firenze-Roma, collegando viale Don Minzoni con piazza delle Cure. Il sottopasso avrà due binari e rampe di accesso collocate al centro di viale Don Minzoni e viale dei Mille. Una parte del tunnel verrà costruita in superficie e poi spinta sotto i binari attraverso martinetti idraulici, evitando così di interrompere la circolazione ferroviaria.

Il terzo fronte riguarda la linea Leopolda-Piagge. La prima pietra è stata posata a luglio, ma i lavori si trovano ancora nella cosiddetta “fase zero”, dedicata all’allestimento dei campi base e delle aree di stoccaggio in via Piemonte, via Lombardia e nella zona del Pesciolino. Circa metà del percorso utilizzerà l’ex sede ferroviaria Leopolda-Cascine, con un impatto più contenuto sulla viabilità.

Tra gli interventi previsti figurano un parcheggio scambiatore da 260 posti all’Indiano, l’eliminazione del sottopasso ferroviario del Barco e la nuova strada Pistoiese-Rosselli. Quest’ultima, lunga 2,3 chilometri e dal costo stimato di 60 milioni di euro, dovrebbe attraversare l’area delle ex Officine grandi riparazioni per collegare via Pistoiese alla Manifattura Tabacchi. Un progetto contestato dai comitati, tra cui Salviamo Firenze, che lo considerano troppo impattante. Per il momento Palazzo Vecchio non ha ancora preso una decisione definitiva. Lo scrive la Nazione. 

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