Analizzare i primi passi stagionali di una squadra richiede spesso di andare ben oltre la semplice lettura della classifica o del computo totale dei gol messi a segno. Nel caso della Fiorentina guidata prima da Fabio Grosso e poi da Paolo Vanoli, i primi 450 minuti di questo campionato offrono una fotografia tattica estremamente affascinante, ricca di spunti di riflessione e di singolari paradossi statistici. Se da un lato l'avvio di torneo evidenzia una produzione offensiva complessiva ancora alla ricerca dei giusti automatismi, con appena sei reti all'attivo che collocano i gigliati al dodicesimo posto dell'attacco della Serie A, dall'altro i dati raccontano come la formazione viola abbia sviluppato un'abilità di primissimo livello, ossia il tiro dalla media e dalla lunga distanza.
In un calcio moderno sempre più proiettato verso la ricerca della penetrazione all'interno dell'area di rigore e della conclusione ravvicinata, la squadra viola sta infatti tracciando una rotta differente ma estremamente redditizia, facendo al momento di necessità virtù. Con ben quattro marcature realizzate da fuori area sui sei gol complessivi messi a segno in campionato, la compagine di Vanoli guida la speciale graduatoria della Serie A per reti siglate dalla distanza. In termini percentuali si tratta di un dato impressionante, visto che oltre il 67% della produzione offensiva viola è scaturito da parabola scagliate dai sedici metri in su. Non si tratta assolutamente di un caso isolato o fortunoso, ma di una vera e propria scelta di campo tattica. Su un totale di ottantaquattro conclusioni tentate nelle prime cinque uscite ufficiali, ben trentadue sono arrivate proprio da fuori area, pari a circa il 38% delle conclusioni totali. Questo dato posiziona la Fiorentina al quinto posto assoluto nel torneo per volume di tiri da lontano, preceduta soltanto da squadre come Lazio, Juventus, Lecce e Inter, le quali si assestano sopra la soglia del 40%.
Il bagaglio tecnico e balistico dei singoli interpreti sta facendo indubbiamente la differenza in questo fondamentale. Basti pensare alle giocate di Franco Mastantuono, autentico trascinatore e autore di una tripletta a Venezia, oppure alla conclusione dello spagnolo Jimenez contro il Napoli, per quanto favorita da una deviazione determinante di Marin, fino ad arrivare alla rete di Pellegrino contro il Torino, agevolata nell'occasione da un'incertezza del portiere granata Perri. Questa naturale predisposizione a cercare la porta da lontano si è vista chiaramente anche nella gara di Coppa Italia. Se tuttavia la soluzione da fuori rappresenta una risorsa imprescindibile per scardinare le difese più coperte, non va sottovalutata la necessità per lo staff tecnico di trovare al più presto una manovra offensiva più fluida, capace di servire con maggiore frequenza e qualità gli attaccanti centrali negli spazi stretti dentro l'area di rigore.
A complicare il lavoro dell'attacco viola e a spiegare soltanto in parte il dato contenuto dei gol totali, subentra poi un fattore decisamente imprevedibile come la precisione millimetrica che si trasforma in sfortuna. La Fiorentina figura infatti ai vertici nazionali ed europei per numero di legni colpiti in queste prime cinque giornate di campionato. Sono già quattro i pali e le traverse che hanno negato la gioia del gol ai ragazzi di Vanoli, a partire dai tentativi di Valdepeñas e Mastantuono contro il Frosinone, fino alle conclusioni a botta sicura di Atta e Fagioli fermate dalla traversa nella sfida contro il Napoli.
Nel panorama italiano soltanto l'Inter con sette legni e la Juventus con cinque hanno collezionato più pali e traverse della Fiorentina in questo avvio di stagione. Allargando l'orizzonte ai primi cinque campionati d'Europa, soltanto club del calibro di Real Madrid, Manchester United, Brest e Casa Pia viaggiano su cifre simili o superiori. Si tratta di un'impennata clamorosa se paragonata al recente passato, dato che in tutto lo scorso campionato la Fiorentina aveva collezionato appena tredici legni totali. Mantenere l'attuale media proietterebbe la squadra a quota trenta a fine stagione, un numero astronomico se si pensa che lo scorso anno fu il Bologna la squadra più sfortunata d'Italia con diciassette legni complessivi.
In un calcio moderno sempre più proiettato verso la ricerca della penetrazione all'interno dell'area di rigore e della conclusione ravvicinata, la squadra viola sta infatti tracciando una rotta differente ma estremamente redditizia, facendo al momento di necessità virtù. Con ben quattro marcature realizzate da fuori area sui sei gol complessivi messi a segno in campionato, la compagine di Vanoli guida la speciale graduatoria della Serie A per reti siglate dalla distanza. In termini percentuali si tratta di un dato impressionante, visto che oltre il 67% della produzione offensiva viola è scaturito da parabola scagliate dai sedici metri in su. Non si tratta assolutamente di un caso isolato o fortunoso, ma di una vera e propria scelta di campo tattica. Su un totale di ottantaquattro conclusioni tentate nelle prime cinque uscite ufficiali, ben trentadue sono arrivate proprio da fuori area, pari a circa il 38% delle conclusioni totali. Questo dato posiziona la Fiorentina al quinto posto assoluto nel torneo per volume di tiri da lontano, preceduta soltanto da squadre come Lazio, Juventus, Lecce e Inter, le quali si assestano sopra la soglia del 40%.
Il bagaglio tecnico e balistico dei singoli interpreti sta facendo indubbiamente la differenza in questo fondamentale. Basti pensare alle giocate di Franco Mastantuono, autentico trascinatore e autore di una tripletta a Venezia, oppure alla conclusione dello spagnolo Jimenez contro il Napoli, per quanto favorita da una deviazione determinante di Marin, fino ad arrivare alla rete di Pellegrino contro il Torino, agevolata nell'occasione da un'incertezza del portiere granata Perri. Questa naturale predisposizione a cercare la porta da lontano si è vista chiaramente anche nella gara di Coppa Italia. Se tuttavia la soluzione da fuori rappresenta una risorsa imprescindibile per scardinare le difese più coperte, non va sottovalutata la necessità per lo staff tecnico di trovare al più presto una manovra offensiva più fluida, capace di servire con maggiore frequenza e qualità gli attaccanti centrali negli spazi stretti dentro l'area di rigore.
A complicare il lavoro dell'attacco viola e a spiegare soltanto in parte il dato contenuto dei gol totali, subentra poi un fattore decisamente imprevedibile come la precisione millimetrica che si trasforma in sfortuna. La Fiorentina figura infatti ai vertici nazionali ed europei per numero di legni colpiti in queste prime cinque giornate di campionato. Sono già quattro i pali e le traverse che hanno negato la gioia del gol ai ragazzi di Vanoli, a partire dai tentativi di Valdepeñas e Mastantuono contro il Frosinone, fino alle conclusioni a botta sicura di Atta e Fagioli fermate dalla traversa nella sfida contro il Napoli.
Nel panorama italiano soltanto l'Inter con sette legni e la Juventus con cinque hanno collezionato più pali e traverse della Fiorentina in questo avvio di stagione. Allargando l'orizzonte ai primi cinque campionati d'Europa, soltanto club del calibro di Real Madrid, Manchester United, Brest e Casa Pia viaggiano su cifre simili o superiori. Si tratta di un'impennata clamorosa se paragonata al recente passato, dato che in tutto lo scorso campionato la Fiorentina aveva collezionato appena tredici legni totali. Mantenere l'attuale media proietterebbe la squadra a quota trenta a fine stagione, un numero astronomico se si pensa che lo scorso anno fu il Bologna la squadra più sfortunata d'Italia con diciassette legni complessivi.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies
