Nel centenario della nascita l’omaggio dell’arcivescovo Gambelli al sacerdote, parroco della basilica dal 1973 al 1980

Ricordato oggi nella 'sua' basilica di San Lorenzo, di cui fu parroco dal 1973 al 1980, don Giancarlo Setti, nell'anno del centenario della nascita, e nella ricorrenza oggi dell'anniversario della morte (22 settembre 2002).

Nell'omelia l'arcivescovo di Firenze, Gherardo Gambelli ha sottolineato che "Don Giancarlo era un uomo infiammato dal dono dello Spirito Santo. Anche semplicemente un terzo del suo carisma sarebbe una forza capace di rinnovare sensibilmente la Chiesa, di farci superare paure e inerzie nella nostra risposta alla chiamata ad essere discepoli missionari nel mondo". Per Gambelli "mettendo insieme la fede e le opere, la preghiera e l'azione, don Giancarlo è stato un uomo libero e gioioso e così ha saputo farsi strumento di grazia per tante persone che ancora oggi riconoscono il suo ruolo fondamentale come guida nel loro cammino di fede e nel discernimento vocazionale". Don Setti, ha ricordato, "aveva il dono di saper anticipare i tempi, quasi un fiuto per riconoscere e accogliere i carismi quando ancora si presentavano come semplici germogli, accompagnati spesso all'inizio da diffidenze e sospetti. Pensiamo al suo rapporto con le passioniste di Lucca, madre Maddalena Marcucci e poi soprattutto a quello con Padre Pio che conobbe fin dai tempi del seminario. Nel 1959 il rapporto con il cappuccino di Pietrelcina divenne più stretto. Padre Pio gli affidò l'incarico della direzione nazionale e internazionale dei Gruppi di preghiera". Inoltre "Setti, da profeta del suo tempo qual era, fece conoscere ai fiorentini per la prima volta nel 1974, la futura Santa Teresa di Calcutta". Gambelli ha ricordato poi "la sua intuizione di costituire nel 1977 il primo Centro di aiuto alla vita in Italia, con sede nel chiostro di San Lorenzo".
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