'Le immagini hanno un forte potere ed attraggono anche forze distruttive'

"Nel corso della storia c'è sempre stata questa tendenza a cancellare e a distruggere i simboli" che siano religiosi o del potere politico. Lo ha spiegato C.D. Dickerson III, curatore della mostra insieme ad Andrew Sears, in collaborazione con Arturo Galansino, a proposito della stanza dedicata all'iconoclastia nella mostra 'Broken' dedicata al frammento nella scultura, che si va ad aprire a Palazzo Strozzi.
      
"E le cose che vediamo qui ci riportano di sicuro all'attualità - ha aggiunto -, perché ci dicono che questa è una storia lunga e universale; le immagini hanno un forte potere ed attraggono anche forze distruttive".

     
"Le sculture frammentate, mutilate - ha sottolineato la direttrice della National Gallery of Art di Washington Kaywin Feldman - e rispecchiano il nostro tempo, un mondo che è segnato da rivolgimenti e dall'incertezza, eppure queste forme, queste non sono sopravvissute, suggeriscono anche la resilienza, la possibilità, cioè, che la bellezza e i significati emergano da ciò che è stato fatto a pezzi".

      
Per il presidente della Fondazione Palazzo Strozzi, Luigi De Siervo, "quello di Broken è forse l'esperimento più ardito di questi 20 anni" della Fondazione "perché in un mondo che tende alla perfezione estetica, l'idea di mettere invece al centro un'apparente imperfezione è veramente una sfida contro il tempo che viviamo".

     
Bernabò Bocca, presidente della Fondazione Cr Firenze, l'ha definita "una mostra coraggiosa perché ci vuole coraggio" a organizzare un'esposizione "che non sia dedicata a un singolo artista o a un singolo periodo storico, ma che abbracci 5.000 anni di storia della nostra della nostra civiltà. Il fatto di averla fatta con la National Gallery di Washington per noi è un motivo di vanto perché significa internazionalizzare sempre di più l'attività della nostra Fondazione".

    
La sindaca Sara Funaro ha detto che la mostra "evoca un po' la storia di Firenze perché attraversa le varie epoche storiche e racconta le varie parti del mondo e questa è la nostra città", che "parla al mondo e accoglie il mondo", mentre governatore Eugenio Giani ha parlato di "mostra ambiziosa", perché fare "la sintesi", in questo caso tra arte classica e quella proveniente dal 'nuovo mondo' "è ancora più difficile che l'illustrazione di un tema".

      
Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze ha rivendicato come '"Palazzo Strozzi sia diventato il punto di riferimento dell'arte italiana e internazionale". 
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