L’intervento in via delle Masse risale ad aprile. Il residente Stefano Betti denuncia disagi e chiede il rimborso di oltre 4mila euro; Palazzo Vecchio e l’azienda si attribuiscono responsabilità diverse sui lavori

Da aprile un cavo elettrico attraversa provvisoriamente la proprietà di Stefano Betti, in via delle Masse a Serpiolle. Era stato spostato durante la messa in sicurezza del muraglione pericolante dell’ex scuola comunale Fucino, oggi centro Cirs. Il ripristino del muro era previsto per l’inizio di settembre, ma i lavori non sono ancora conclusi.

L’intervento aveva comportato la chiusura della strada per alcuni giorni, con forti disagi per la frazione, già penalizzata dalle interruzioni di via Nuova del Mulino e del guado di via di Capornia. «Il muro fu dichiarato precario dai vigili del fuoco già nel 2021», racconta Betti. «Tutto è fermo e io ho i cavi in mezzo alla mia proprietà». Il residente segnala anche problemi nella raccolta del vetro.

Betti sostiene inoltre che, a causa di un errore tecnico, si siano danneggiati la caldaia, il cancello e alcuni elettrodomestici di casa. Dice di aver pagato le riparazioni e di non aver ancora ricevuto il rimborso richiesto. La sua legale, Chiara Pagni, riferisce di aver scritto il 16 giugno a Comune ed E-Distribuzione per chiedere la restituzione di oltre 4mila euro anticipati dai suoi assistiti e il ripristino delle opere. Ad agosto sarebbe arrivata una proposta pari a circa la metà della somma, che la famiglia ha rinviato a una valutazione dopo la fine dei lavori.

Sul muro, le ricostruzioni divergono. E-Distribuzione afferma di attendere l’intervento del Comune, necessario per completare i lavori di propria competenza. L’azienda assicura che il cavo provvisorio è in sicurezza e si dice pronta a intervenire quando le condizioni tecniche lo permetteranno.

Palazzo Vecchio sostiene invece che il danno al muro sia stato causato dai cavi e riferisce di averne chiesto più volte la rimozione tra il 20 e il 24 aprile. Il Comune dice di aver smontato la parte danneggiata e messo in sicurezza l’area con fondi destinati alla manutenzione ordinaria. Per ricostruire la parte superiore del muro serviranno ulteriori risorse, richieste anche all’azienda elettrica.

L’amministrazione aggiunge che non autorizzerà una nuova installazione dei cavi sul muro e indica come soluzione il loro interramento, già realizzato per un tratto. Intanto, per la famiglia Betti, il cantiere resta aperto e non c’è ancora una data per il ripristino definitivo. Lo scrive la Nazione. 

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