Soltanto De Gea ha giocato quanto Ndour nelle prime tre partite del nuovo tecnico. Fagioli organizza e Atta accelera, ma l’equilibrio del centrocampo dipende da lui

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Nelle prime tre partite di Paolo Vanoli, soltanto David De Gea e Cher Ndour sono rimasti in campo per tutti i 270 minuti. Se la continuità del portiere era prevedibile, quella del centrocampista definisce una nuova gerarchia.

Vanoli ha costruito il proprio centrocampo intorno alla distribuzione dei compiti. Fagioli dirige il possesso, Atta avanza tra le linee e Oulaï offre conduzioni e ritmo. Ndour è invece il giocatore che permette agli altri di muoversi: protegge la zona centrale, accorcia sulle seconde palle e rimane sotto l’azione quando la squadra porta molti uomini in avanti.

Il dato assume ancora più valore osservando gli altri minutaggi. Fagioli si è fermato a 180 minuti, Atta a 126 e Oulaï a 90, disputati interamente contro il Pisa. Ndour non è stato sostituito neppure nella gara di Coppa, nonostante il turnover.

La sua titolarità non dipende soltanto dalla fisicità. Contro il Napoli ha dovuto accompagnare la pressione senza lasciare scoperto Fagioli; nelle partite con Venezia e Pisa aveva invece garantito copertura a una squadra maggiormente orientata ad attaccare. Cambia il contesto, non la sua funzione.

La crescita di Oulaï e il recupero completo di Atta aumenteranno la concorrenza, ma riguarderanno soprattutto i giocatori incaricati di costruire o superare la linea avversaria. Per togliere spazio a Ndour servirà qualcuno capace di assicurare la stessa disciplina senza pallone.

Non è il centrocampista più appariscente della Fiorentina. Nei primi 270 minuti di Vanoli è però diventato quello del quale il tecnico non ha ancora voluto fare a meno.

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