Finalmente Dragusin, ma anche Jimenez. Oltre a De Gea, grandi meriti del pareggio della Fiorentina col Napoli vanno di diritto al difensore rumeno e all’esterno spagnolo. L’ex Tottenham, infatti, è riuscito nel non certo semplice compito di annullare Hojlund, l’ex Bournemouth e Milan, invece, ha messo la firma sul tabellino dando continuità ai segnali di crescita visti già col Venezia.
Finalmente delle prime certezze iniziano ad esserci per la Fiorentina di Vanoli. Il rumeno ha messo a referto la prima vera partita perfetta del suo inizio di stagione. Proprio nel momento giusto, proprio quando più di qualcuno iniziava ad avanzare dei dubbi su di lui, proprio contro uno dei centravanti tra i più forti della Serie A. Lo ha fatto non facendogli quasi mai trovare la via del gol, anzi del tiro, stroncando ogni tentativo di attacco sul nascere, mostrando una fiducia in se stesso e nei propri mezzi che con la maglia viola indosso non era ancora riuscito a far vedere.
Poi c’è Jimenez, un altro che pareva per qualcuno già una causa persa dopo quella reazione inspiegabile col Frosinone e delle prestazioni orribili con buche difensive da mani nei capelli. Ma, al momento giusto, ecco il colpo di coda, con buone chiusure a Venezia e un mix tra fase difensiva e spinta col Napoli, fino al gol che ha permesso alla Fiorentina di raggiungere il pareggio.
Bene, bravi, bis. Dopo la sosta ci sarà una sequela di sfide da bollino rosso per la truppa gigliata, tra cui Genoa fuori, Como in casa, Inter fuori, Atalanta in casa, Sassuolo fuori e Juve al Franchi. Un filotto di partite da cui la Fiorentina potrà capire se è guarita del tutto dopo l’iniziale sbandamento con Grosso, se potrà ambire a fare un campionato importante e se, come ha lasciato intendere col Napoli, anche al cospetto di squadre di livello alto/altissimo potrà provare a vincere piuttosto che solamente badare al cercare di non perdere.
Se questo è il recente passato e il futuro prossimo, c’è anche una curiosità che accomuna Dragusin e Jimenez: in caso di riscatto a fine stagione, entrambi andrebbero a riscrivere la storia del calciomercato della Fiorentina. Lo spagnolo, infatti, ha un diritto di riscatto fissato a 20 milioni per il 70% del cartellino, col 30% che resterebbe al club inglese, coi viola che potrebbero riscattarne altri 10% a 3 milioni ciascuno. In totale, dunque, potrebbe arrivare a costare 29 milioni di euro. Nel caso in cui Jimenez diventasse della Fiorentina (che fossero 20, 23, 26 o 29 milioni spesi)sarebbe il terzino più pagato di sempre. Anche Dragusin diventerebbe un acquisto record. Nel caso del rumeno la formula è meno complicata: obbligo di riscatto a 17,5 milioni al raggiungimento della 22ª presenza e il 10% su una futura rivendita (a cui sommare 1,5 milioni già spesi per il prestito oneroso). Dragusin, dunque, diventerebbe il difensore centrale più pagato di sempre della storia della Fiorentina.
Ma per questo ci sarà tempo. Adesso conta più il presente e l’immediato futuro. Per Dragusin ci sarà da annientare altri Hojlund, come Kean/Douvikas contro il Como, Lautaro/Pio Esposito a San Siro, Scamacca/Krstovic con l’Atalanta, Kolo Muani/Woltemade contro la Juve più i vari Vitinha/Colombo a Marassi e Bowie/Esposito del Sassuolo. Jimenez, invece, dovrà contenere i vari El Shaarawy, Baturina, Di Marco, Alajbegovic e Laurienté, oltre a dare un contributo importante anche in fase offensiva. Per i record…a quelli ci penseremo più avanti.
Finalmente delle prime certezze iniziano ad esserci per la Fiorentina di Vanoli. Il rumeno ha messo a referto la prima vera partita perfetta del suo inizio di stagione. Proprio nel momento giusto, proprio quando più di qualcuno iniziava ad avanzare dei dubbi su di lui, proprio contro uno dei centravanti tra i più forti della Serie A. Lo ha fatto non facendogli quasi mai trovare la via del gol, anzi del tiro, stroncando ogni tentativo di attacco sul nascere, mostrando una fiducia in se stesso e nei propri mezzi che con la maglia viola indosso non era ancora riuscito a far vedere.
Poi c’è Jimenez, un altro che pareva per qualcuno già una causa persa dopo quella reazione inspiegabile col Frosinone e delle prestazioni orribili con buche difensive da mani nei capelli. Ma, al momento giusto, ecco il colpo di coda, con buone chiusure a Venezia e un mix tra fase difensiva e spinta col Napoli, fino al gol che ha permesso alla Fiorentina di raggiungere il pareggio.
Bene, bravi, bis. Dopo la sosta ci sarà una sequela di sfide da bollino rosso per la truppa gigliata, tra cui Genoa fuori, Como in casa, Inter fuori, Atalanta in casa, Sassuolo fuori e Juve al Franchi. Un filotto di partite da cui la Fiorentina potrà capire se è guarita del tutto dopo l’iniziale sbandamento con Grosso, se potrà ambire a fare un campionato importante e se, come ha lasciato intendere col Napoli, anche al cospetto di squadre di livello alto/altissimo potrà provare a vincere piuttosto che solamente badare al cercare di non perdere.
Se questo è il recente passato e il futuro prossimo, c’è anche una curiosità che accomuna Dragusin e Jimenez: in caso di riscatto a fine stagione, entrambi andrebbero a riscrivere la storia del calciomercato della Fiorentina. Lo spagnolo, infatti, ha un diritto di riscatto fissato a 20 milioni per il 70% del cartellino, col 30% che resterebbe al club inglese, coi viola che potrebbero riscattarne altri 10% a 3 milioni ciascuno. In totale, dunque, potrebbe arrivare a costare 29 milioni di euro. Nel caso in cui Jimenez diventasse della Fiorentina (che fossero 20, 23, 26 o 29 milioni spesi)sarebbe il terzino più pagato di sempre. Anche Dragusin diventerebbe un acquisto record. Nel caso del rumeno la formula è meno complicata: obbligo di riscatto a 17,5 milioni al raggiungimento della 22ª presenza e il 10% su una futura rivendita (a cui sommare 1,5 milioni già spesi per il prestito oneroso). Dragusin, dunque, diventerebbe il difensore centrale più pagato di sempre della storia della Fiorentina.
Ma per questo ci sarà tempo. Adesso conta più il presente e l’immediato futuro. Per Dragusin ci sarà da annientare altri Hojlund, come Kean/Douvikas contro il Como, Lautaro/Pio Esposito a San Siro, Scamacca/Krstovic con l’Atalanta, Kolo Muani/Woltemade contro la Juve più i vari Vitinha/Colombo a Marassi e Bowie/Esposito del Sassuolo. Jimenez, invece, dovrà contenere i vari El Shaarawy, Baturina, Di Marco, Alajbegovic e Laurienté, oltre a dare un contributo importante anche in fase offensiva. Per i record…a quelli ci penseremo più avanti.
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