Tramvia, Torselli-Marcheschi (FdI): “7.600 euro per sapere se i fiorentini gradiscono i lavori. E poi cosa ne farete delle loro risposte?”

La domanda che ci facciamo è molto semplice: a cosa servirà concretamente?
Perché se l’indagine riguarda i cantieri già in corso, dopo mesi di disagi e criticità vissuti lungo i viali, in piazza Beccaria, viale Giannotti e nelle altre zone interessate, cosa farà l’Amministrazione se i cittadini diranno di essere insoddisfatti? Cambierà modalità di gestione dei cantieri, viabilità, organizzazione e misure per ridurre i disagi?

E sulla linea 3.2.2 Libertà-Rovezzano la domanda è ancora più chiara: se dal sondaggio emergeranno forti criticità o contrarietà rispetto al progetto, il Comune sarà disposto a rivederne alcuni aspetti e il tracciato?
Perché delle due l’una: se davvero, come spesso ci viene risposto, ormai non si può più modificare niente, allora bisogna spiegare a cosa serva spendere soldi pubblici per chiedere ai cittadini cosa ne pensano. Se invece la loro opinione può ancora incidere sulle scelte, allora si dica chiaramente in che modo.
E soprattutto non ci si limiti a chiedere genericamente a mille fiorentini sparsi per la città. Si ascoltino in maniera specifica coloro che la tramvia e i suoi cantieri li vivono sulla propria pelle ogni giorno: residenti, commercianti e attività delle zone direttamente interessate.

Noi quelle voci le ascoltiamo da anni. Già nel 2019 Francesco Torselli, allora consigliere comunale e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, e Paolo Marcheschi, allora consigliere regionale, chiedevano di rivedere il progetto verso Campo di Marte, sollevando le criticità legate ad alberature, parcheggi, viabilità e attività economiche. Negli anni successivi abbiamo continuato a chiedere modifiche e a proporre alternative, fino alla proposta di valorizzare il collegamento ferroviario urbano Santa Maria Novella-Campo di Marte-Rovezzano.

Per capire quali fossero le preoccupazioni del territorio non occorreva dunque aspettare il 2026 né spendere 7.600 euro: bastava ascoltarlo.
Adesso che il Comune ha deciso di fare il sondaggio, chiediamo almeno una cosa: dica prima cosa intende fare delle risposte che riceverà.
E renda pubblici integralmente quesiti, metodologia, composizione del campione e risultati. Perché chiedere ai cittadini cosa pensano ha senso soltanto se la loro opinione può servire a migliorare le scelte.”
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