“Il presidente Giani, invece di evocare continuamente Vannacci e accusare il Governo di inseguire questa o quella teoria, dovrebbe interrogarsi se i toscani sono davvero soddisfatti delle politiche di accoglienza e di integrazione messe in piedi in questi anni dalla sinistra”.
Lo dichiara Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR, intervenendo sul dibattito relativo alla scuola e al decreto Valditara.
“Qui nessuno sta dicendo che un bambino debba essere escluso dalla scuola o che non debba avere la possibilità di integrarsi – prosegue Torselli –. Il punto è esattamente l’opposto: l’integrazione passa prima di tutto dalla conoscenza della lingua italiana, dalla qualità dell’istruzione e dalla capacità della scuola di garantire a tutti le stesse opportunità”.
“Giani sostiene che in poche settimane i bambini imparino subito l’italiano. È davvero questa la situazione che riscontra nelle scuole toscane? Se vuole, il presidente può venire insieme a noi: andiamo a farci un giro negli istituti della Toscana e chiediamo direttamente ai genitori dei bambini stranieri – quelli che vogliono integrarsi davvero – se sono contenti di come funziona la scuola. Perché a noi, guarda caso, dicono l'esatto contrario: che i loro figli, anche dopo due anni di scuola primaria, non riescono ancora a parlare l'italiano e si lamentano di questo sistema”.
“E la responsabilità – precisa l'esponente di Fratelli d'Italia – non è certo dei docenti. Quando un insegnante si ritrova in una classe dove si parlano cinque lingue diverse, non può moltiplicarsi o insegnare in cinque lingue differenti. La colpa è tutta dell'organizzazione scolastica che Giani difende e contesta al Governo, ed è questo che scarica il problema sulle spalle degli insegnanti e delle famiglie”.
“Capiamo che a Giani faccia comodo fare propaganda a Vannacci, con la speranza di indebolire il centrodestra, dato che si sono resi conto che con il 'campo largo' non si vince più, visto che non riescono a tenerlo insieme nemmeno in Regione Toscana. Ma invece di fare continuamente propaganda a Vannacci per calcolo politico, Giani spieghi ai cittadini perché i sistemi toscani non funzionano e perché il modello dell’accoglienza diffusa non ha prodotto i risultati promessi. La Toscana merita risposte concrete sulla scuola, non l’ennesima polemica ideologica”, conclude Torselli.
Lo dichiara Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR, intervenendo sul dibattito relativo alla scuola e al decreto Valditara.
“Qui nessuno sta dicendo che un bambino debba essere escluso dalla scuola o che non debba avere la possibilità di integrarsi – prosegue Torselli –. Il punto è esattamente l’opposto: l’integrazione passa prima di tutto dalla conoscenza della lingua italiana, dalla qualità dell’istruzione e dalla capacità della scuola di garantire a tutti le stesse opportunità”.
“Giani sostiene che in poche settimane i bambini imparino subito l’italiano. È davvero questa la situazione che riscontra nelle scuole toscane? Se vuole, il presidente può venire insieme a noi: andiamo a farci un giro negli istituti della Toscana e chiediamo direttamente ai genitori dei bambini stranieri – quelli che vogliono integrarsi davvero – se sono contenti di come funziona la scuola. Perché a noi, guarda caso, dicono l'esatto contrario: che i loro figli, anche dopo due anni di scuola primaria, non riescono ancora a parlare l'italiano e si lamentano di questo sistema”.
“E la responsabilità – precisa l'esponente di Fratelli d'Italia – non è certo dei docenti. Quando un insegnante si ritrova in una classe dove si parlano cinque lingue diverse, non può moltiplicarsi o insegnare in cinque lingue differenti. La colpa è tutta dell'organizzazione scolastica che Giani difende e contesta al Governo, ed è questo che scarica il problema sulle spalle degli insegnanti e delle famiglie”.
“Capiamo che a Giani faccia comodo fare propaganda a Vannacci, con la speranza di indebolire il centrodestra, dato che si sono resi conto che con il 'campo largo' non si vince più, visto che non riescono a tenerlo insieme nemmeno in Regione Toscana. Ma invece di fare continuamente propaganda a Vannacci per calcolo politico, Giani spieghi ai cittadini perché i sistemi toscani non funzionano e perché il modello dell’accoglienza diffusa non ha prodotto i risultati promessi. La Toscana merita risposte concrete sulla scuola, non l’ennesima polemica ideologica”, conclude Torselli.
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