'C'è un popolo che combatte, c'è un popolo che resiste, c'è un popolo che deve essere aiutato e noi lo stiamo aiutando e vogliamo continuare a farlo'

AGGIORNATA - "Al lavoro nel Pd deve associarsi un lavoro nell'alleanza. Vorrei che fosse chiaro a tutti che per noi 'prendere o lasciare' non vale, noi non l'accettiamo sull'idea dell'Europa, sull'Ucraina. Spiegheremo le ragioni della nostra posizione, con i disegnini se necessario, ma vorrei essere molto chiaro:
  
non facciamo passi indietro, altro che battutine su l'aggressore e l'aggredito". Lo ha detto il deputato Pd Lorenzo Guerini a "Cambiare", l'assemblea dei riformisti Pd in corso a Prato. 

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AGGIORNATA -  "Nel Pd nessuno vuole mandar via nessuno", ma "non abbiamo bisogno di lezioni di unità da parte di nessuno perché abbiamo sempre lavorato per il Pd. Non siamo noi ad aver fatto scissioni, semmai le abbiamo subite. Chi se ne è andato e poi è tornato potrebbe fare qualche lezione in meno sull'unità.

Al di là delle battute: siamo nel Pd convintamente. Senza di noi il Pd sarebbe monco". Lo ha detto l'esponente Pd Lorenzo Guerini, a margine di "Cambiare!, L'assemblea nazionale dei Riformisti", giornata promossa dall'area riformista del Pd a Prato. "La nostra casa è il Pd - ha aggiunto nel suo intervento sul palco - e vogliamo renderlo più forte".

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Ribadire il sostegno militare all'Ucraina "è un punto irrinunciabile per noi. È un punto su cui il Pd da quattro anni è impegnato, ha sempre sostenuto tutti gli aiuti militari all'Ucraina, per noi è fondamentale perché non sostenere l'Ucraina significa non arrivare a una pace.


C'è un popolo che combatte, c'è un popolo che resiste, c'è un popolo che deve essere aiutato e noi stiamo lavorando e vogliamo continuare a farlo. Questo è una linea rossa dentro la discussione che dobbiamo avere all'interno del centrosinistra". Lo ha detto il presidente del Copasir ed esponente Pd Lorenzo Guerini, a margine di "Cambiare! L'assemblea nazionale dei Riformisti", giornata promossa dall'area riformista del Pd a Prato.
"Credo che si possa trovare un punto di incontro e mediazione, i programmi e le alleanze si fanno anche sulle mediazioni - ha aggiunto -. La mediazione che si può trovare è quella di un convincimento da parte di tutti che il sostegno all'Ucraina è necessario per arrivare alla pace. Una Ucraina che smette di difendersi è una Ucraina che si consegna a Putin. Noi abbiamo bisogno di far rilanciare il negoziato".
    
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