Il primo vero momento di respiro per la Fiorentina coincide con quarantaotto ore di totale stacco dal campo. Un riposo concesso da Paolo Vanoli per permettere alla squadra di smaltire la fatica e ricaricare le batterie dopo una prima settimana di sosta per le Nazionali trascorsa a ritmi elevatissimi. Fin dal suo arrivo a Firenze, il tecnico varesino ha messo in chiaro che nella sua filosofia lavorativa il recupero psicofisico rappresenta una componente fondamentale della preparazione, esattamente al pari delle sedute tattiche. L'obiettivo primario di questo break è scongiurare i cali di concentrazione che spesso insidiano i gruppi squadra durante le pause del campionato, un rischio che la Fiorentina non può assolutamente permettersi nella corsa al raggiungimento dei propri obiettivi.
L'atteggiamento dell'allenatore in questa parentesi di lavoro è apparso determinato e focalizzato: un Vanoli sereno ma estremamente caparbio, lontano dai dubbi della prima ora e deciso a stampare la propria impronta sul gruppo Viola. La sosta è stata di fatto trasformata in un vero e proprio mini-ritiro a porte chiuse dentro le strutture del Viola Park. Il programma stilato dallo staff tecnico ha visto una serie continuativa di doppie sedute dedicate in gran parte al potenziamento atletico e all'aumento dell'intensità complessiva, elemento ritenuto imprescindibile per affrontare la ripresa della stagione con una marcia in più.
Questa tabella di marcia serrata riprenderà immediatamente a metà settimana. Per la giornata di mercoledì, al rientro dei giocatori al centro sportivo di Bagno a Ripoli, sono già state fissate due nuove sessioni di allenamento, una al mattino e una al pomeriggio. Nessuna concessione alle distrazioni: la parola d'ordine resta la dedizione totale. Vanoli sta battendo con insistenza sui concetti di appartenenza, coesione di gruppo e determinazione feroce, considerati i pilastri fondamentali per dare continuità ai segnali di crescita emersi da quando il tecnico è subentrato in corsa a Fabio Grosso.
Oltre all'aspetto fisico e mentale, le tre settimane di pausa rappresentano per Vanoli l'opportunità ideale per intervenire in profondità sulla struttura tattica e per sciogliere alcuni nodi chiave dell'organico, a partire dalle gerarchie dell'attacco. Con Beto assente poiché impegnato con la nazionale della Guinea Bissau nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa, i riflettori del Viola Park sono tutti puntati su Mateo Pellegrino. L'attaccante argentino sta sfruttando ogni singolo allenamento a Firenze per mettere in difficoltà il mister e scalare le preferenze nella corsa alla maglia da titolare.
Il duello al centro dell'attacco resta infatti uno dei temi più caldi in casa gigliata. Nella prima fase di gestione, Vanoli ha alternato spesso i due interpreti offrendo indicazioni e risposte differenti a seconda dell'avversario. Beto era stato scelto come titolare all'esordio sulla panchina viola nella trasferta di Venezia. Di contro, Pellegrino ha saputo ritagliarsi uno spazio importante trovando dal primo minuto la sfida di Coppa Italia contro il Pisa e la delicata gara di campionato contro il Napoli.
Al momento, le sensazioni che filtrano dai campi di allenamento descrivono un leggero vantaggio nelle preferenze per l'argentino, forte del lavoro quotidiano svolto a pieno regime sotto gli occhi dello staff tecnico durante questo stop. Tuttavia, la competizione resta apertissima. Beto è atteso a Firenze già nel corso della settimana, subito dopo aver concluso l'impegno internazionale contro la Nigeria, ed è pronto a reinserirsi immediatamente nei ritmi del gruppo. Il ballottaggio per guidare l'attacco nella sfida del post-sosta contro il Genoa resta apertissimo e rappresenterà la prima vera decisione strategica di Vanoli alla ripresa del campionato.
L'atteggiamento dell'allenatore in questa parentesi di lavoro è apparso determinato e focalizzato: un Vanoli sereno ma estremamente caparbio, lontano dai dubbi della prima ora e deciso a stampare la propria impronta sul gruppo Viola. La sosta è stata di fatto trasformata in un vero e proprio mini-ritiro a porte chiuse dentro le strutture del Viola Park. Il programma stilato dallo staff tecnico ha visto una serie continuativa di doppie sedute dedicate in gran parte al potenziamento atletico e all'aumento dell'intensità complessiva, elemento ritenuto imprescindibile per affrontare la ripresa della stagione con una marcia in più.
Questa tabella di marcia serrata riprenderà immediatamente a metà settimana. Per la giornata di mercoledì, al rientro dei giocatori al centro sportivo di Bagno a Ripoli, sono già state fissate due nuove sessioni di allenamento, una al mattino e una al pomeriggio. Nessuna concessione alle distrazioni: la parola d'ordine resta la dedizione totale. Vanoli sta battendo con insistenza sui concetti di appartenenza, coesione di gruppo e determinazione feroce, considerati i pilastri fondamentali per dare continuità ai segnali di crescita emersi da quando il tecnico è subentrato in corsa a Fabio Grosso.
Oltre all'aspetto fisico e mentale, le tre settimane di pausa rappresentano per Vanoli l'opportunità ideale per intervenire in profondità sulla struttura tattica e per sciogliere alcuni nodi chiave dell'organico, a partire dalle gerarchie dell'attacco. Con Beto assente poiché impegnato con la nazionale della Guinea Bissau nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa, i riflettori del Viola Park sono tutti puntati su Mateo Pellegrino. L'attaccante argentino sta sfruttando ogni singolo allenamento a Firenze per mettere in difficoltà il mister e scalare le preferenze nella corsa alla maglia da titolare.
Il duello al centro dell'attacco resta infatti uno dei temi più caldi in casa gigliata. Nella prima fase di gestione, Vanoli ha alternato spesso i due interpreti offrendo indicazioni e risposte differenti a seconda dell'avversario. Beto era stato scelto come titolare all'esordio sulla panchina viola nella trasferta di Venezia. Di contro, Pellegrino ha saputo ritagliarsi uno spazio importante trovando dal primo minuto la sfida di Coppa Italia contro il Pisa e la delicata gara di campionato contro il Napoli.
Al momento, le sensazioni che filtrano dai campi di allenamento descrivono un leggero vantaggio nelle preferenze per l'argentino, forte del lavoro quotidiano svolto a pieno regime sotto gli occhi dello staff tecnico durante questo stop. Tuttavia, la competizione resta apertissima. Beto è atteso a Firenze già nel corso della settimana, subito dopo aver concluso l'impegno internazionale contro la Nigeria, ed è pronto a reinserirsi immediatamente nei ritmi del gruppo. Il ballottaggio per guidare l'attacco nella sfida del post-sosta contro il Genoa resta apertissimo e rappresenterà la prima vera decisione strategica di Vanoli alla ripresa del campionato.
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