Durante l'iniziativa alla Palazzina Reale emerge la necessità di tutelare opere d'autore

Sui ponti fiorentini "la sensazione che si è avuta è che, trattandosi di un'opera moderna, vengano considerate irrilevanti mentre hanno un valore storico-culturale grandissimo. Il ponte da Verrazzano", ad esempio, "è un ponte d'autore: non voglio dire che sia al pari di ponte Santa Trinita ma ha un valore molto forte. Non può essere cancellato per questioni di pura necessità, dobbiamo ragionarci sopra". Lo ha detto l'architetto Fabio Turcheschi, coordinatore della commissione dei lavori pubblici dell'Ordine degli architetti di Firenze, a margine del convegno alla Palazzina Reale dal titolo 'Attraverso l'Arno: storia e futuro di quattro ponti fiorentini', organizzato dagli Ordini degli architetti e degli ingegneri in collaborazione con la Fondazione Architetti Firenze.
    "I fiorentini non hanno capito che spesso questi ponti sono d'autore, per questo facciamo questo tipo di manifestazioni: l'obiettivo è sensibilizzare l'ambiente culturale - ha aggiunto -. In generale quando si vede il cemento armato si pensa a qualcosa di brutto e cattivo. Abbiamo molto lavoro da fare in questo senso, per far capire che c'è un'eredità culturale importante legata al movimento moderno. Non tutto è figlio della speculazione edilizia degli anni '50, '60 e '70: ci sono anche opere che hanno un valore intrinseco e devono essere tutelate al pari di monumenti più antichi".
    Turcheschi ha parlato anche del rapporto tra la città e l'Arno, a 60 anni dall'alluvione: "Occasioni come queste sono utili - ha concluso - per ridefinire in qualche maniera il rapporto tra la città e il fiume: l'Arno è estremamente identitario ma per tanti versi è trascurato. Credo che possa essere il luogo anche delle trasformazioni urbanistiche future o che debba recuperare una centralità in quelle che sono le visioni urbanistiche per questa città".
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