L'Università di Firenze ha festeggiato 230 allievi che hanno concluso i corsi del dottorato di ricerca del 38esimo ciclo, raggiungendo il più alto livello di istruzione previsto dall'ordinamento universitario. La cerimonia di conferimento dei titoli si è svolta al Teatro Verdi di Firenze e ha visto gli interventi, tra gli altri, della rettrice Alessandra Petrucci e del delegato al dottorato di ricerca Stefano Cannicci. Dopo la proclamazione dei dottori di ricerca degli oltre 30 corsi di dottorato Unifi, la cerimonia si è conclusa con il tradizionale lancio del tocco in piazza Santa Croce.
"Il dottorato di ricerca costituisce il vertice della formazione universitaria, tuttavia, il suo significato più autentico non si esaurisce nel titolo formale - ha commentato Petrucci durante la cerimonia -. Questo titolo, infatti, conferisce un'autorevolezza che valica le mura dell'università e rappresenta l'assunzione della responsabilità di guidare l'innovazione, di interpretare la realtà senza superficialità e di porre le proprie competenze al servizio del progresso industriale, sociale e culturale. Possedere il titolo di dottorato significa custodire la chiave per decodificare il futuro, offrendo alla collettività non solo risposte scientifiche, ma la capacità stessa di formulare le giuste domande". Per Cannicci "svolgere il dottorato di ricerca all'Università di Firenze significa entrare rapidamente nel mondo del lavoro con contratti a tempo indeterminato. Secondo il report Almalaurea del 2026, a un anno dal conseguimento del titolo il 97% di chi ha partecipato all'indagine risulta essere occupato, registrando quasi tre punti percentuali in più rispetto alla media nazionale del 94,1%".
"Il dottorato di ricerca costituisce il vertice della formazione universitaria, tuttavia, il suo significato più autentico non si esaurisce nel titolo formale - ha commentato Petrucci durante la cerimonia -. Questo titolo, infatti, conferisce un'autorevolezza che valica le mura dell'università e rappresenta l'assunzione della responsabilità di guidare l'innovazione, di interpretare la realtà senza superficialità e di porre le proprie competenze al servizio del progresso industriale, sociale e culturale. Possedere il titolo di dottorato significa custodire la chiave per decodificare il futuro, offrendo alla collettività non solo risposte scientifiche, ma la capacità stessa di formulare le giuste domande". Per Cannicci "svolgere il dottorato di ricerca all'Università di Firenze significa entrare rapidamente nel mondo del lavoro con contratti a tempo indeterminato. Secondo il report Almalaurea del 2026, a un anno dal conseguimento del titolo il 97% di chi ha partecipato all'indagine risulta essere occupato, registrando quasi tre punti percentuali in più rispetto alla media nazionale del 94,1%".
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