"Il ponte da Verrazzano tutto sommato non sta così male ma è come un malato che ancora può essere recuperato. Però se si aspetta a scegliere la terapia, come ogni malato, raggiungere il limite della sua esistenza temporale prima di essere curato". Lo ha dichiarato il professor Salvatore Giacomo Morano, a margine del convegno alla Palazzina Reale dal titolo 'Attraverso l'Arno: storia e futuro di quattro ponti fiorentini', organizzato dagli Ordini degli architetti e degli ingegneri in collaborazione con la Fondazione Architetti Firenze. Morano è l'autore della 'Val.4', la verifica di sicurezza sullo stato di salute del ponte da Verrazzano.
"I ponti - ha aggiunto - sono opere particolari. Tanto più sono importanti, tanto più è delicato intervenirci. Non per questo bisogna aver paura di intervenire. Conviene andare avanti con attenzione e senza paura, nemmeno dei pregiudizi".
"Io mi sono occupato - ha ricordato Morano - della valutazione di sicurezza nella configurazione attuale e di un'ipotetica configurazione di futuro. Poi ci sarà un progetto che ci dirà nel dettaglio come si può operare per mettere in sicurezza, che naturalmente è una cosa imprescindibile e cercare di mantenerlo, per quanto possibile, fedele alle forme originali".
"I ponti - ha aggiunto - sono opere particolari. Tanto più sono importanti, tanto più è delicato intervenirci. Non per questo bisogna aver paura di intervenire. Conviene andare avanti con attenzione e senza paura, nemmeno dei pregiudizi".
"Io mi sono occupato - ha ricordato Morano - della valutazione di sicurezza nella configurazione attuale e di un'ipotetica configurazione di futuro. Poi ci sarà un progetto che ci dirà nel dettaglio come si può operare per mettere in sicurezza, che naturalmente è una cosa imprescindibile e cercare di mantenerlo, per quanto possibile, fedele alle forme originali".
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