Continua a crescere la popolazione straniera residente in Toscana: sono 433.381 (l'11,8% del totale), collocando la regione al terzo posto in Italia per incidenza. La percentuale sale al 15% se si considerano tutte le persone con background migratorio, inclusi i cittadini italiani nati all'estero e le seconde generazioni.
È quanto emerge dal Rapporto 2026 sull'immigrazione, realizzato in collaborazione con l'Osservatorio sociale regionale e Anci Toscana e presentato nella sede della Regione. Il report mostra come l'immigrazione sia ormai un fenomeno strutturale e restituisce una fotografia a luci e ombre sui processi di inclusione.
Scuola e lavoro: i nodi critici
Gli studenti con cittadinanza non italiana sono 67.899 (il 17,1% del totale) e circa due su tre sono nati in Italia. Nelle scuole superiori si concentrano negli istituti professionali (23% contro il 7% dei licei) e scontano un tasso di insuccesso scolastico triplo rispetto ai coetanei italiani (24% anziché 8%).
Nel mondo del lavoro, sebbene la disoccupazione si sia dimezzata in sette anni (passando dal 22% del 2018 al 10% del 2024), il tasso di occupazione resta inferiore di otto punti rispetto a quello degli italiani (60,1% contro 68,5%). La maggior parte lavora come dipendente nel settore privato, un'occupazione spesso precaria che incide sul fronte della sicurezza: la percentuale di incidenti sul lavoro che riguardano stranieri è salita dal 16,9% al 21,9% in cinque anni. Nel 2024 si sono registrati 49,7 infortuni denunciati ogni mille occupati stranieri, contro i 25,8 degli italiani: un rischio quasi doppio.
Demografia e distribuzione sul territorio
La crescita della componente straniera (+410.000 dal 1991 a oggi) ha permesso alla popolazione toscana di rimanere numericamente stabile, compensando la perdita di oltre 280.000 residenti italiani.
Nel 2025 la comunità cinese è diventata la più numerosa con 69.255 presenze, superando quella rumena (68.892). L'incidenza varia notevolmente sul territorio: il picco si registra nella zona Pratese (oltre un residente su cinque), seguita dall'asse centrale (Empolese-Valdarno-Valdelsa, Firenze, Val di Nievole), mentre i valori minimi si osservano nelle aree costiere meridionali, insulari e appenniniche (specialmente Versilia e Colline dell'Albegna).
Salute, welfare e accoglienza
La spesa sociale dei Comuni toscani per l'area immigrazione è salita a 28,1 milioni di euro nel 2023 (+60% pro capite dal 2011). In ambito sanitario, il pronto soccorso rimane uno dei principali canali di accesso al servizio pubblico, mentre il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza è circa tre volte superiore rispetto alle donne italiane. Le donne straniere rappresentano inoltre circa un terzo delle persone prese in carico dai centri antiviolenza e quasi due terzi delle ospiti delle case rifugio, dato legato alla carenza di reti familiari di supporto sul territorio.
Sul fronte dell'accoglienza, al 15 luglio 2026 la Toscana ospita 9.627 persone (il 7,4% del dato nazionale), avvalendosi di una rete Sai diffusa e di piccola scala (1.995 posti in 161 Comuni). Il 69,7% di chi ha concluso i progetti nel 2025 ha raggiunto un inserimento socioeconomico positivo. Aumentano i minori stranieri non accompagnati (Msna), che oggi rappresentano il 43,9% dei minori accolti in strutture residenziali (+20% rispetto al 2020). Dalla fine del 2022 si sono registrati 48 sbarchi nei porti di Livorno e Marina di Carrara per un totale di 5.220 persone (19,9% minori), con un flusso complessivo in contrazione del 44% in due anni.
Le reazioni delle istituzioni
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha difeso "il modello toscano che riesce a esprimere una forte capacità di integrazione, in grado di fare scuola", evidenziando l'efficacia delle politiche attive per il lavoro, la formazione, l'alfabetizzazione e l'accoglienza socio-sanitaria.
L'assessora all'accoglienza e immigrazione, Alessandra Nardini, ha sottolineato come il report descriva "una comunità davvero plurale": "In Toscana da tempo non parliamo più di integrazione, ma di inclusione. E penso che il passo successivo sia quello di parlare di cittadinanza".
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