Passano i giorni, si avvicina la ripresa delle ostilità per la Fiorentina di Vanoli. Contro il Genoa, tra 10 giorni, per i viola ci sarà il primo atto di un filotto di partite in cui il coefficiente di difficoltà salirà notevolmente. Genoa a Marassi, Como in casa, Inter a San Siro, Atalanta al Franchi, Sassuolo fuori e Juventus al Franchi ne diranno di più sul cammino che potrà fare, o meglio potrà ambire a fare, la squadra gigliata.
Un filotto di sfide in cui servirà il miglior Atta. Quello vero. Fin qui l’ex Udinese ha brillato solo e soltanto nel precampionato, tra dribbling, veroniche, giocate illuminanti e un’incisività che, complici alcuni acciacchi, non si sono più viste nelle gare di campionato. Né con Grosso, né con Vanoli. Questi 20 giorni di pausa tra il fischio finale di Fiorentina-Napoli e quello d’inizio di Genoa-Fiorentina sono arrivati al momento giusto per il francese, che sta lavorando con grande intensità al Viola Park sotto gli occhi di Vanoli. Come gli altri, più degli altri. Perché Atta si è presentato a Bagno a Ripoli anche quando i compagni non c’erano, con l’obiettivo di tornare tirato a lucido in vista della sfida di Marassi.
Nel frattempo Vanoli lavora su quel 4-2-3-1 che potrebbe divenire presto la nuova e definitiva veste della sua Fiorentina. Goncalves cresce, Atta pure. In prospettiva è lecito attendersi il francese e il portoghese ad alternarsi come trequartista centrale e di sinistra, con Mastantuono a destra, senza dimenticarsi di Gnonto e Njie, esterni più puri a dare soluzioni all’attacco di una Fiorentina che davanti ha tante opzioni, ancora non tutte del tutto scoperte. Come, appunto, Atta. Quello che se dovesse essere interamente riscattato dalla dirigenza viola tra percentuali varie diventerebbe il più pagato di sempre dalla Fiorentina coi suoi quasi 40 milioni, quello che deve iniziare a fare la differenza.
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