La Soprintendenza indica la strada per il consolidamento: garantire la sicurezza e conservare l’identità architettonica dell’opera

Mettere in sicurezza il Ponte da Verrazzano senza snaturarne l’identità. È l’indirizzo indicato dalla soprintendente Antonella Ranaldi nel confronto sugli interventi strutturali legati alla realizzazione della tramvia. L’obiettivo è conservare il più possibile la morfologia originaria del ponte progettato da Leonardo Savioli, comprese le terrazze laterali utilizzate come percorso pedonale.
«L’indirizzo è mantenere il più possibile tutto, comprese le terrazze», spiega Ranaldi. La Soprintendenza attende di conoscere nel dettaglio il progetto e non esclude modifiche necessarie alla sicurezza, ma pone l’attenzione sulla conservazione di questa parte dell’opera: «Se hanno bisogno di interventi le terrazze in sé, questo lo vedremo, ma non che restino senza, che il ponte sia privato anche di questa parte che era l’accesso pedonale».
Costruito tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, il Verrazzano è tutelato sotto il profilo paesaggistico e inserito tra le architetture significative del Novecento. Ranaldi riconosce che il ponte «necessita di cure e di interventi», anche per garantire maggiore durabilità alle strutture.
Un primo incontro con il professor Morano si è svolto quindici giorni fa: sono state illustrate le criticità strutturali e le possibili soluzioni, tra cui interventi di alleggerimento. Il confronto con i tecnici dovrà chiarire quali elementi potranno essere conservati e quali richiederanno sostituzioni o modifiche.
«La sicurezza va con la tutela», sottolinea la soprintendente. «Se il ponte non è sicuro o rischia, questo non va bene con la tutela». Nessuna scadenza è stata fissata dalla Soprintendenza: «Ci vuole il tempo che è necessario», conclude Ranaldi. Lo scrive la Nazione. 
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