Ripensare Largo Annigoni per trasformarlo da luogo di passaggio a spazio da vivere. È la richiesta delle associazioni di categoria, che indicano nella riqualificazione della piazza e nella valorizzazione del Mercato delle Pulci le priorità per rilanciare l’area.
«Non ci vogliono i problemi del cambiamento climatico per capire che Largo Annigoni è una piazza nata male», afferma il presidente di Confcommercio Firenze Aldo Cursano. A suo giudizio, lo spazio «resta chiusa su tre lati, invece di aprirsi verso la città», mentre la struttura del mercatino penalizza anche la visibilità delle attività circostanti. Le chiusure di locali come Vivo e Largo Nove sono, secondo Cursano, segnali della necessità di intervenire. Tra le richieste, un mercato più aperto e invitante e verde capace di garantire ombra alle sedute.
Jacopo Ferretti, direttore generale di Confartigianato Firenze, propone «un calendario di iniziative pensate in accordo con gli operatori delle Pulci», con appuntamenti settimanali dedicati anche all’artigianato, sulla scia di esperienze come Ars Manualis in piazza Santa Maria Novella.
Anche Lorenzo Cei, direttore generale di Cna Firenze Metropolitana, chiede una programmazione stabile. Gli operatori del Mercato delle Pulci sollecitano una struttura più accogliente, protetta dal caldo e dagli allagamenti, insieme a una promozione continuativa e a una migliore segnaletica urbana. «Non eventi estemporanei, ma un calendario condiviso tra associazioni, realtà culturali e gruppi di cittadini», sottolinea Cei, che auspica una regia unitaria per Largo Annigoni, piazza Ghiberti e il Mercato di Sant’Ambrogio.
Per Lapo Cantini, responsabile di Confesercenti Firenze, la priorità è invece la trasformazione dello spazio: «Va rivista la piazza in ottica green togliendo cemento ed inserendo alberi e vegetazione». L’obiettivo è migliorare la vivibilità e contrastare gli effetti del caldo.
«Non ci vogliono i problemi del cambiamento climatico per capire che Largo Annigoni è una piazza nata male», afferma il presidente di Confcommercio Firenze Aldo Cursano. A suo giudizio, lo spazio «resta chiusa su tre lati, invece di aprirsi verso la città», mentre la struttura del mercatino penalizza anche la visibilità delle attività circostanti. Le chiusure di locali come Vivo e Largo Nove sono, secondo Cursano, segnali della necessità di intervenire. Tra le richieste, un mercato più aperto e invitante e verde capace di garantire ombra alle sedute.
Jacopo Ferretti, direttore generale di Confartigianato Firenze, propone «un calendario di iniziative pensate in accordo con gli operatori delle Pulci», con appuntamenti settimanali dedicati anche all’artigianato, sulla scia di esperienze come Ars Manualis in piazza Santa Maria Novella.
Anche Lorenzo Cei, direttore generale di Cna Firenze Metropolitana, chiede una programmazione stabile. Gli operatori del Mercato delle Pulci sollecitano una struttura più accogliente, protetta dal caldo e dagli allagamenti, insieme a una promozione continuativa e a una migliore segnaletica urbana. «Non eventi estemporanei, ma un calendario condiviso tra associazioni, realtà culturali e gruppi di cittadini», sottolinea Cei, che auspica una regia unitaria per Largo Annigoni, piazza Ghiberti e il Mercato di Sant’Ambrogio.
Per Lapo Cantini, responsabile di Confesercenti Firenze, la priorità è invece la trasformazione dello spazio: «Va rivista la piazza in ottica green togliendo cemento ed inserendo alberi e vegetazione». L’obiettivo è migliorare la vivibilità e contrastare gli effetti del caldo.
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