Completato il ponteggio d'avanguardia da 86 metri dopo l'attesa per l'inoltrarsi e il volo dei tre piccoli di falco pellegrino nati sulla sommità. Per la prima volta l'opera sarà restaurata sia all'esterno che all'interno

L'avveniristica impalcatura alta 86 metri è completata e i lavori possono finalmente prendere il via. Il Campanile di Giotto, gioiello dell'arte gotica italiana che domina piazza del Duomo con i suoi 85,7 metri di altezza (109 metri considerando la croce apicale), sarà sottoposto per la prima volta nella sua storia a un intervento di restauro completo e sistematico, sia all'esterno che negli spazi interni.

L'avvio delle lavorazioni ha dovuto attendere e rispettare i tempi della natura. Durante le fasi di montaggio del ponteggio, i tecnici dell'Opera di Santa Maria del Fiore – in collaborazione con la Lipu e con esperti ornitologi – hanno effettuato una mappatura fotografica di tutte le 149 buche pontaie del monumento, individuando la presenza di un nido sulla sommità del lato ovest. Per tutelare la cova della coppia di falchi pellegrini che dagli anni Duemila risiede sui monumenti del complesso del Duomo, il cantiere è stato riprogrammato, consentendo la nascita e il successivo involo di tre pulli. Lo scrive La Nazione

L'intervento, finanziato interamente dall'Opera di Santa Maria del Fiore con un investimento di oltre 7 milioni di euro, si protrarrà per cinque anni. Per mitigare l'impatto visivo e consentire la prosecuzione delle visite turistiche, è stato progettato un ponteggio ad alta ingegneria a basso impatto visivo. Le impalcature consentiranno di procedere per lotti dall'alto verso il basso, svelando gradualmente le porzioni di monumento restaurate.

L'opera, concepita da Giotto nel 1334 e proseguita dopo la sua morte da Andrea Pisano e Francesco Talenti fino al completamento nel 1359, necessitava di un consolidamento strutturale e conservativo diffuso. Il degrado interessa in modo particolare i rivestimenti lapidei in marmo bianco, Verde di Prato e rosso di Cintoia, oltre ai cornicioni e agli elementi aggettanti della terrazza panoramica.

"L’obiettivo è stato realizzare un cantiere che non alterasse l’equilibrio statico del Campanile di Giotto e non ne nascondesse la bellezza, utilizzando materiali e attrezzature ideati per essere integralmente recuperati e riutilizzati in cantieri futuri", ha spiegato Samuele Caciagli, responsabile dell'Ufficio Tecnico dell'Opera. Un restauro preceduto da un'intensa fase diagnostica, come confermato dalla responsabile dell'Ufficio Restauri Beatrice Agostini, e condotto sotto la costante alta sorveglianza della Soprintendenza.

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