Pubblicizzato sulle riviste di settore come un'oasi di "lusso sostenibile" e presentato come "il giardino segreto della città", il nuovo resort a cinque stelle Borgo Pignano di via Bolognese finisce al centro delle proteste dei residenti del quartiere. L'hotel, inaugurato lo scorso primo settembre dopo quattro anni di cantieri e sbancamenti, sorge all'interno di un complesso di undici edifici storici immersi in un parco di cinque ettari.
A sollevare le critiche del vicinato è la trasformazione urbanistica dell'area adiacente alle abitazioni private di una viabilità interna a via Bolognese. Secondo le testimonianze degli abitanti e i riscontri visivi rispetto alla vegetazione preesistente, un ampio settore di uliveto secolare è stato eradicato per fare spazio a un parcheggio privato da circa 40 posti auto, affiancato da strutture tecniche per l'impiantistica e locali di servizio. Tra le dotazioni della struttura figura inoltre una piscina di 30 metri di lunghezza, realizzata all'interno del parco privato.
"Abbiamo subito un danno enorme in termini di impatto visivo e di calore: sotto casa avevamo gli ulivi e sullo sfondo il panorama di Firenze, mentre oggi ci troviamo di fronte a un piazzale di cemento con un inevitabile peggioramento della qualità della vita e una svalutazione degli immobili", denunciano i residenti della zona, precisando tuttavia che le opere risulterebbero regolarmente provviste dei necessari titoli autorizzativi.
A fronte delle doglianze dei cittadini, la proprietà dell'infrastruttura alberghiera rivendica la correttezza dell'intervento e l'impostazione ambientale del progetto. "La sostenibilità è da sempre al centro della nostra filosofia e ha guidato anche il recupero di un'area di circa cinque ettari che, al momento dell'acquisizione, versava in uno stato di totale abbandono", dichiara l'amministratore delegato del resort, Luciano Lusardi.
L'azienda fa sapere che l'opera è stata eseguita in piena conformità alle normative paesaggistiche vigenti, aggiungendo che nell'ambito delle compensazioni ambientali "sono stati messi a dimora circa 250 nuovi alberi autoctoni, mentre le piante di ulivo espiantate sono state riposizionate in altre porzioni del terreno". La direzione del resort dichiara infine la volontà di integrare la struttura nel tessuto cittadino, invitando la cittadinanza a frequentare gli spazi del parco. Lo scrive Il Corriere Fiorentino.
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