Iniziativa promossa dagli Atenei di Firenze, Pisa, Siena e Stranieri di Siena con la Regione Toscana. Target di 25mila studenti e focus su tecnici, professionali e province periferiche

Incentivare il proseguimento degli studi universitari dopo il diploma e contrastare la dispersione formativa attraverso un'azione sinergica capillare sul territorio. Con questi obiettivi nasce "Ponte", il nuovo programma di orientamento promosso in modo congiunto dalle quattro università pubbliche della regione: l'Università di Firenze, l'Università di Pisa, l'Università di Siena e l'Università per Stranieri di Siena.

Il progetto, della durata complessiva di 28 mesi, è stato presentato presso la sede del Rettorato dell'Ateneo fiorentino alla presenza dell'assessora regionale all'Università e Ricerca, Cristina Manetti, e dei rappresentanti accademici delle istituzioni coinvolte. Il piano punta a coinvolgere direttamente almeno 22.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado attraverso laboratori dedicati e ulteriori 3.000 giovani tramite eventi e giornate informative locali.

L'offerta formativa si rivolge agli studenti del triennio finale (classi terze, quarte e quinte) di tutti gli indirizzi scolastici regionali, con una riserva del 35% delle attività destinata specificamente agli istituti tecnici e professionali. Il programma include inoltre moduli di aggiornamento per 250 docenti e referenti dell'orientamento scolastico. Un'attenzione prioritaria verrà riservata ai territori provinciali di Arezzo, Grosseto, Massa-Carrara, Pistoia e Livorno, dove i tassi di immatricolazione universitaria si mantengono tradizionalmente al di sotto della media registrata nei grandi poli d'ateneo.

L'articolazione operativa di "Ponte" si sviluppa su tre direttrici integrate:

  • Laboratori per gli studenti: incontri mirati sull'autoconsapevolezza delle attitudini, sull'evoluzione del mercato del lavoro e sull'offerta formativa post-diploma;

  • Formazione per i docenti: moduli dedicati alle metodologie orientative, alle trasformazioni del tessuto produttivo regionale e alla didattica inclusiva;

  • Iniziative territoriali: webinar nei comuni periferici, giornate d'immersione presso le sedi universitarie ed eventi pubblici rivolti alle famiglie.

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