Sul fronte energetico "siamo in un momento di crisi anche di politiche. Noi europei dobbiamo raddrizzare un po' la fuga in avanti verso le rinnovabili e il verde, che ovviamente sono da condividere, ma dobbiamo pensare più a competitiva e sicurezza, perché siamo indietrissimo e particolarmente esposti", sia le famiglie che le imprese "che non ce la fanno a competere con l'estero".
E' quanto ha detto parlando alla Leopolda di Firenze, il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli.
"E' cinque anni che siamo in emergenza energetica e devo preoccuparmi per il prossimo inverno, con le scorte di gas basse e i prezzi che stanno salendo e un problema bollette", soprattutto per i poveri", ha poi aggiunto Tabarelli, ribadendo, come ha fatto in passato l'idea "di riaprire le due centrali a carbone".
Per il futuro ha rilanciato sul nucleare "faremo un altro referendum e probabilmente lo perderemo. Però abbiamo il problema del nucleare subito. Se la Francia ha dei problemi questo inverno noi rimaniamo il buio. Il sistema elettrico europeo vive e poggia sullo zoccolo duro dei 56 reattori di Macron".
E' quanto ha detto parlando alla Leopolda di Firenze, il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli.
"E' cinque anni che siamo in emergenza energetica e devo preoccuparmi per il prossimo inverno, con le scorte di gas basse e i prezzi che stanno salendo e un problema bollette", soprattutto per i poveri", ha poi aggiunto Tabarelli, ribadendo, come ha fatto in passato l'idea "di riaprire le due centrali a carbone".
Per il futuro ha rilanciato sul nucleare "faremo un altro referendum e probabilmente lo perderemo. Però abbiamo il problema del nucleare subito. Se la Francia ha dei problemi questo inverno noi rimaniamo il buio. Il sistema elettrico europeo vive e poggia sullo zoccolo duro dei 56 reattori di Macron".
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