Costi elevati, nuove abitudini e smart working pesano sui locali, soprattutto nei quartieri periferici

Tra il 2019 e il 2025 i dieci capoluoghi toscani hanno perso complessivamente 801 bar, con un calo del 17,6% e una ricchezza perduta stimata da Confesercenti in circa 240 milioni di euro. A Firenze le attività sono scese da 1.376 a 1.122: 254 bar in meno, pari al 18,5%, con una perdita economica stimata in 76 milioni.

Secondo Claudio Bianchi, presidente di Confesercenti Metropolitana di Firenze, la crisi dipende dai cambiamenti nelle abitudini sociali e da margini sempre più ridotti a fronte dei costi di personale, energia, affitti e tasse. Nei quartieri periferici pesa anche lo smart working, che ha ridotto gli incassi legati a colazioni e pranzi dei lavoratori. Nelle zone turistiche, invece, molti locali resistono ampliando l’offerta alla ristorazione.

La chiusura dei bar impoverisce anche la vita dei quartieri e dei piccoli centri, privandoli di luoghi di incontro e presidi di socialità e sicurezza. Per questo Confesercenti ha avviato una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla rigenerazione del commercio e dei servizi di prossimità, chiedendo sostegni e agevolazioni che ne riconoscano anche la funzione sociale. Lo scrive Repubblica. 

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