Dmitrij Palagi, Lorenzo Palandri e Michele Pierguidi sollecitano la giunta in vista dell'incontro del 7 ottobre presso l'Unità di crisi

Approvati all'unanimità dal Consiglio comunale di Firenze due ordini del giorno, entrambi collegati al Dup, per chiedere che la rsa Le Civette resti a San Salvi; il primo presentato da Sinistra progetto Comune, il secondo dal Partito Democratico, primo firmatario Enrico Ricci.
    "Dopo le parole della Giunta in risposta al nostro question time, è arrivata anche l'espressione del Consiglio comunale", commenta il capogruppo di Spc Dmitrij Palagi insieme a Lorenzo Palandri, consigliere al Quartiere 2. Adesso "c'è un indirizzo chiaro, che risponde anche a quanto la Società della Salute aveva approvato nelle sedute del 29 febbraio 2024 e del 26 febbraio 2025", perciò "chiediamo alla sindaca e alla Giunta di portare questa posizione al tavolo di mercoledì e poi in assemblea dei soci della Società della salute, quando tornerà il monitoraggio della programmazione rinviato il 29 settembre: lì va scritto che Le Civette resta una rsa pubblica".
    "La rsa deve rimanere aperta e pubblica - ribadisce anche Enrico Ricci -, i posti di lavoro devono essere garantiti e devono essere garantite la continuità e la qualità dell'assistenza. Le Civette sono una struttura che funziona, una delle poche rsa pubbliche rimaste sul nostro territorio e garantisce una quota sociale accessibile anche alle persone con minori disponibilità economiche". Inoltre "è una realtà fortemente radicata nel contesto di San Salvi".
    Sul caso è intervenuto anche il presidente del Q2 Michele Pierguidi che definisce la parole pronunciate dall'assessore Nicola Paulesu "un passo importante", "ora dobbiamo trasformare questo impegno in un percorso concreto. L'incontro del 7 ottobre presso l'Unità di crisi della Regione sarà un appuntamento fondamentale per capire come Comune, Regione e Asl intendano dare seguito a quanto dichiarato".
     Per Firenze Democratica, con la capogruppo Cecilia Del Re e la consigliera del Q2 Serena Berti, la posizione del Comune "ci pare tardiva. Per non essere inutile, ora devono arrivare i fatti", ovvero "garantire la continuità assistenziale, salvaguardare i posti rsa, tutelare i lavoratori e mantenere a San Salvi una qualificata funzione socio-sanitaria pubblica". 
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