Circa cinquanta autisti di Autolinee Toscane si sono dimessi quest’anno nell’area fiorentina, tra servizio urbano ed extraurbano: quasi uno a settimana, pari al 5% dei circa mille conducenti. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Autoferrotranvieri denunciano un lavoro sempre meno sostenibile, tra stress, aggressioni, tensioni con i passeggeri e stipendi iniziali di circa 1.500 euro al mese, insufficienti rispetto al costo della vita in città.
I sindacati chiedono a Comune e Regione tempi di percorrenza realistici e interventi per garantire la disponibilità dei capolinea. Contestano inoltre la mancata risposta alle richieste inviate nei mesi scorsi. «Non chiediamo privilegi, ma le condizioni per far funzionare il servizio, tutelando lavoratori e utenti», afferma Riccardo Tozzi della Filt Cgil.
At assicura che la ricerca di personale prosegue: negli ultimi anni ha assunto 1.500 conducenti, di cui 800 formati attraverso la propria Accademia, con un investimento medio di 12mila euro a persona. Per ora le uscite vengono compensate con nuove assunzioni e, quando necessario, straordinari, ma trovare sostituti resta difficile. Lo scrive la Nazione.
I sindacati chiedono a Comune e Regione tempi di percorrenza realistici e interventi per garantire la disponibilità dei capolinea. Contestano inoltre la mancata risposta alle richieste inviate nei mesi scorsi. «Non chiediamo privilegi, ma le condizioni per far funzionare il servizio, tutelando lavoratori e utenti», afferma Riccardo Tozzi della Filt Cgil.
At assicura che la ricerca di personale prosegue: negli ultimi anni ha assunto 1.500 conducenti, di cui 800 formati attraverso la propria Accademia, con un investimento medio di 12mila euro a persona. Per ora le uscite vengono compensate con nuove assunzioni e, quando necessario, straordinari, ma trovare sostituti resta difficile. Lo scrive la Nazione.
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