Ci sono notti che segnano un prima e un dopo, serate in cui le qualità di un giovane talento smettono di essere una semplice promessa per trasformarsi in solida realtà. L’Adriatico di Pescara è diventato il palcoscenico perfetto per Cher Ndour, trascinatore assoluto dell’Italia Under 21 nella travolgente vittoria per 6-2 contro la Polonia, un successo roboante che regala agli Azzurrini guidati da Silvio Baldini la qualificazione diretta alla fase finale degli Europei di categoria.
Ma al di là del traguardo di squadra, a prendersi la scena in modo prepotente è stato proprio il centrocampista viola. Con la maglia numero 10 sulle spalle e la fascia di capitano ben stretta al braccio, Ndour ha offerto una prestazione di rara maturità, prendendosi sulle spalle l’intero reparto e regalando sprazzi di pura classe.
La sua partita è stata un saggio completo del suo repertorio. Dopo aver mandato un primo segnale nei minuti iniziali con un’incornata finita di poco a lato, al 27' del primo tempo si è arrampicato in cielo per raccogliere il pennellato cross di Liberali, depositando in rete il gol del vantaggio con uno stacco imperioso. Una marcatura da centrocampista moderno, capace di inserirsi e far valere il proprio strapotere fisico nell’area avversaria.
Ma è nella ripresa che si è compiuta la magia. Al minuto 54, sugli sviluppi di un calcio d’angolo a favore della Polonia, Ndour ha recuperato palla al limite della propria area e, accorgendosi del posizionamento errato del portiere avversario Lubik, ha scagliato una parabola perfetta da circa settanta metri. Pallone alto, traiettoria infinita e sfera che si spegne sotto la traversa tra l'incredulità generale e gli applausi scroscianti di tutto lo stadio. Un’invenzione d’altri tempi, che ha rievocato prodezze storiche del nostro campionato come le parabole impossibili di Mascara nel derby siciliano o di Recoba al Castellani. Una risposta da leader vero per un ragazzo classe 2004 che con la maglia azzurra non trovava il gol dallo scorso marzo contro la Macedonia del Nord e la cui ultima doppietta risaliva alla sfida contro Panama nel giugno del 2024.
In casa Fiorentina le risposte arrivate da Pescara non possono certo passare inosservate. Nel corso dell'ultima sessione di calciomercato, caratterizzata da una profonda ristrutturazione della rosa, la dirigenza gigliata ha tenuto il punto con forza: l'ex PSG non era in vendita. Considerato sin dal primo momento una colonna portante su cui edificare il progetto presente e futuro, Ndour rappresenta una risorsa tecnica e patrimoniale immensa per il club di viola. Le sue caratteristiche sono merce rara nel calcio contemporaneo: centimetri, visione di gioco, grande fisicità ma anche qualità tecnica nei piedi e personalità da vendere nei momenti che contano. Avere in organico un ragazzo di vent’anni capace di indossare la maglia numero 10 della Nazionale con tale disinvoltura non è solo motivo d'orgoglio per tutto l'ambiente viola, ma deve diventare una leva tattica determinante per il proseguimento della stagione.
La prestazione maiuscola in Nazionale apre ora un interrogativo stringente per Paolo Vanoli. In vista della delicata trasferta di sabato pomeriggio a Marassi contro il Genoa, il tecnico della Fiorentina si trova davanti a un piacevole problema d'abbondanza, ma soprattutto ha l'obbligo tattico e morale di riconsiderare le gerarchie della sua mediana. Finora il centrocampo viola ha mostrato momenti di brillantezza alternati a fasi di appannamento e mancanza di cambio di ritmo. Inserire con maggiore continuità ed energia un giocatore con le caratteristiche di Ndour potrebbe garantire quel salto di qualità atletico e di pericolosità negli inserimenti senza palla che finora è mancato. Il classe 2004 ha dimostrato di non subire la pressione dei gradi di leadership e di saper gestire il pallone con lucidità anche nelle situazioni più complesse.
La sfida di Genova contro i rossoblù di De Rossi si preannuncia come una battaglia spigolosa e intensa dal punto di vista agonistico, dove il dinamismo e la presenza fisica nel cerchio di centrocampo risulteranno decisivi. Schierare Ndour dal primo minuto — o concedergli un minutaggio decisamente più rilevante rispetto alle ultime uscite — non sarebbe una semplice concessione all'entusiasmo del momento, ma una scelta logica basata sul suo stato di forma e sulla sua crescita spaventosa.
Vanoli lo sa bene: per costruire una Fiorentina moderna, solida e ambiziosa serve il coraggio di lanciare chi ha fame ed è in grado di spaccare le partite. E dopo la notte da fenomeno vissuta a Pescara, Cher Ndour ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per prendersi una maglia da titolare e fare la differenza anche con la maglia viola addosso.
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