A Firenze potrebbero esserci circa 30mila appartamenti privati vuoti, mentre 15mila famiglie, secondo il Sunia, non trovano risposte nelle case popolari e non possono permettersi gli affitti di mercato. Il segretario del Sunia Cgil Firenze, Fabio Seggiani, precisa che il dato sugli immobili inutilizzati è una stima da verificare: «Mappiamo la città, partiamo dai dati e puntiamo a recuperare quello che già c’è». Il modello è Scandicci, dove una ricerca condotta con l’istituto Irs ha individuato un potenziale di oltre 3mila alloggi sfitti: l’obiettivo è coinvolgere i proprietari e incentivarli ad affittare a canone concordato.
Sul fronte dell’edilizia pubblica, il nuovo bando comunale ha raccolto 3.790 domande, con 2.758 ammesse e 1.032 escluse provvisoriamente. L’ingresso in graduatoria, però, non garantisce un’assegnazione immediata. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati assegnati circa 200 alloggi, oltre 600 dall’inizio del mandato. Il Comune ha inoltre stanziato 20 milioni di euro nel triennio 2025-2027, di cui sette nel 2026, per ristrutturare gli appartamenti pubblici vuoti. L’assessore al welfare Nicola Paulesu sottolinea che le riqualificazioni consentono di mantenere costanti le assegnazioni e rispondere alle situazioni di emergenza.
La difficoltà di trovare casa coinvolge sempre più lavoratori e giovani: «C’è chi rinuncia al lavoro perché non può permettersi una casa», racconta Seggiani, segnalando un’impennata delle richieste di aiuto da gennaio. Molti cercano alloggi a Scandicci, nella Piana e nel Mugello, dove però i canoni sono aumentati. Per il Sunia, oltre ai contributi affitto finanziati dai Comuni, serve ampliare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili recuperando il patrimonio inutilizzato. Lo scrive la Nazione.
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