Il nono Rapporto Gimbe fotografa sistemi che resistono nei livelli essenziali, ma frenano su liste d'attesa e carenza di personale. Sei governatori chiedono al governo 6 miliardi in più all'anno.

Come riportato da La Nazione, il nono Rapporto Gimbe sullo stato di salute della sanità pubblica evidenzia nel 2024 una forte crescita delle rinunce a visite ed esami a causa delle liste d'attesa e non solo, con 300mila toscani (8,2%) e oltre 104mila umbri (12,2%) costretti a rinunciare a curarsi, a fronte di una media nazionale del 9,9%.

Nonostante le difficoltà di accesso, i Livelli Essenziali di Assistenza premiano entrambe le regioni, collocando la Toscana al terzo posto in Italia con 280 punti e l'Umbria al settimo con 254, sebbene entrambe registrino una flessione rispetto all'anno precedente. Di fronte al progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, un fronte comune composto da sei governatori — tra cui Eugenio Giani e Stefania Proietti — si è rivolto a Palazzo Chigi per richiedere un incremento di 6 miliardi di euro all'anno per un triennio nella prossima legge di bilancio.

In Toscana, a fronte di un'aspettativa di vita elevata di 84,3 anni e di ottimi punteggi sui Lea, la quota di cittadini che rinunciano alle cure è salita in un solo anno del 2,6%. Particolarmente critica è la situazione dei medici di famiglia, diminuiti del 15,5% tra il 2019 e il 2024, con una carenza stimata da Gimbe di 394 unità e altri 466 pronti alla pensione entro il 2028, mentre la spesa privata pro capite raggiunge gli 848 euro e il ricorso al personale esterno nel 2025 è costato 34,9 milioni.

In Umbria la percentuale di chi rinuncia a curarsi è ancora più alta, toccando il 12,2% della popolazione, con un punteggio Lea che scende a 254 e una mobilità sanitaria passiva che chiude con un saldo negativo di 55,8 milioni di euro. Il rapporto evidenzia infine come, pur a fronte di risultati complessivamente positivi nella garanzia dei livelli essenziali, l'accesso alle cure stia diventando un privilegio per chi può permettersi di pagare, lasciando gli altri in attesa o privi di assistenza.

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