Un convegno Anaao Assomed Toscana fa il punto sull'incertezza legale che colpisce fino all'80% dei professionisti. Il bilancio della legge Gelli-Bianco e la richiesta di nuove riforme penali.

Come riportato da La Nazione, il tema della pressione giudiziaria e dell'aumento della medicina difensiva è stato al centro di un convegno organizzato dall'Associazione Nazionale Medici Dirigenti. Secondo i dati illustrati da Francesco Carbone, segretario regionale di Anaao Assomed Toscana, il rischio di subire almeno una denuncia nel corso della carriera arriva fino all'80% dei casi, sebbene il 95% delle denunce penali si risolva in un nulla di fatto.

Questa esposizione costante genera il fenomeno della "seconda vittima", in cui il medico, oltre al paziente danneggiato, subisce forti ripercussioni psicologiche come ansia, insicurezza e, nel 50-60% dei casi, il pensiero di abbandonare il posto di lavoro, acuendo la fuga di personale da reparti critici come pronto soccorso, chirurgia e ginecologia. Per tutelarsi, i professionisti ricorrono spesso alla medicina difensiva, prescrivendo esami diagnostici superflui che comportano costi elevati per il sistema sanitario, stimati attorno al 15% dell'investimento statale complessivo.

Durante l'incontro si è fatto il punto sull'applicazione della legge Gelli-Bianco del 2017, illustrata dal direttore generale del Meyer Federico Gelli, che ha introdotto strumenti di conciliazione stragiudiziale capaci di ridurre del 30% le cause legali e definito tutele patrimoniali per i medici in caso di colpa lieve o media. Tuttavia, mentre sul fronte civile la normativa ha riequilibrato le responsabilità, resta aperta in Parlamento la discussione per estendere la limitazione della perseguibilità penale del medico ai soli casi di colpa grave, un'urgente riforma invocata dalla categoria per restituire serenità al personale sanitario.

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