La nuova legge elettorale, approvata oggi definitivamente dal Parlamento, "secondo me pecca molto di costituzionalità". Così, a margine di una conferenza stampa a Firenze, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha commentato il via libera allo 'Stabilicum' con il sì della Camera.
"Soprattutto - spiega - è un punto quello che a me colpisce. Noi abbiamo una Costituzione repubblicana che gli italiani hanno difeso" "anche nel recente referendum sulla magistratura. In questo caso noi andiamo a una palese violazione dello spirito della forma con cui la Costituzione è data. Con pesi contrappesi. La democrazia che si costruisce con l'equilibrio fra i poteri dello Stato. E elemento fondamentale di questi poteri è il presidente della Repubblica che, secondo la Costituzione, individua il premier. La logica della Costituzione è chiara. Si votano i partiti e votando i partiti si arriva, magari attraverso coalizioni, a capire chi può essere il giusto premier. Ma è un atto di indirizzo che dà il presidente della Repubblica".
Quindi, evidenzia, togliendo al presidente della Repubblica questa prerogativa "ritengo che rischi molto questa legge sul piano costituzionale". afferma a proposito dell'obbligo per le liste e le coalizioni di indicare il nome del candidato alla presidenza del Consiglio.
Giani parla anche del meccanismo delle preferenze previsto dalla nuova legge elettorale "Io sono favorevole, perché effettivamente il nostro Parlamento deve rispondere di più, anche nei rappresentanti dei partiti, a ciò che i cittadini vogliono". Invece, continua, "sono deluso di vedere dal fatto che molti saranno scelti con i capilista bloccati, quindi indicati dai partiti".
Infine "c'è questo meccanismo del premio di maggioranza per chi supera il 42% che prevede una lista di persone", 105 parlamentari, "che rispondono solo alle indicazioni che il partito ha dato". "Viene contrabbandato il ritorno alle preferenze come una scelta di democrazia. In realtà, se si va a vedere la legge, è molto più limitato di quello che era stato propagandato".
"Soprattutto - spiega - è un punto quello che a me colpisce. Noi abbiamo una Costituzione repubblicana che gli italiani hanno difeso" "anche nel recente referendum sulla magistratura. In questo caso noi andiamo a una palese violazione dello spirito della forma con cui la Costituzione è data. Con pesi contrappesi. La democrazia che si costruisce con l'equilibrio fra i poteri dello Stato. E elemento fondamentale di questi poteri è il presidente della Repubblica che, secondo la Costituzione, individua il premier. La logica della Costituzione è chiara. Si votano i partiti e votando i partiti si arriva, magari attraverso coalizioni, a capire chi può essere il giusto premier. Ma è un atto di indirizzo che dà il presidente della Repubblica".
Quindi, evidenzia, togliendo al presidente della Repubblica questa prerogativa "ritengo che rischi molto questa legge sul piano costituzionale". afferma a proposito dell'obbligo per le liste e le coalizioni di indicare il nome del candidato alla presidenza del Consiglio.
Giani parla anche del meccanismo delle preferenze previsto dalla nuova legge elettorale "Io sono favorevole, perché effettivamente il nostro Parlamento deve rispondere di più, anche nei rappresentanti dei partiti, a ciò che i cittadini vogliono". Invece, continua, "sono deluso di vedere dal fatto che molti saranno scelti con i capilista bloccati, quindi indicati dai partiti".
Infine "c'è questo meccanismo del premio di maggioranza per chi supera il 42% che prevede una lista di persone", 105 parlamentari, "che rispondono solo alle indicazioni che il partito ha dato". "Viene contrabbandato il ritorno alle preferenze come una scelta di democrazia. In realtà, se si va a vedere la legge, è molto più limitato di quello che era stato propagandato".
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