Finalmente si riparte. Archiviata la sosta per le Nazionali torna la Serie A e, soprattutto, torna la Fiorentina. Per i viola di mister Paolo Vanoli questa ripresa ha tutto il sapore degli esami d'ammissione, una sestina di prove da cui si capirà se la Fiorentina potrà fare il suo ingresso ad un tipo di campionato, oppure se dovrà restare nel limbo. Dei prossimi sei avversari ce ne sono tre da zona Champions (Como, Atalanta e Juventus), una da Scudetto (l'Inter), una disperatamente alla ricerca di punti salvezza (il Genoa) e la solita mina vagante (il Sassuolo). In base a quanti punti farà la Fiorentina, ma anche come essi arriveranno, si capirà se la Fiorentina potrà tornare a credere in un piazzamento europeo, o almeno ad ambire di poter stare in quelle zone lì, o se ci sarà da vivere un po’ alla giornata, restando il più possibile sopra le zone calde per disputare il più classico degli anni di transizione, o meglio di costruzione.
Preoccupazioni? Zero. Illusioni? Altrettante. Che ci sia del potenziale enorme in questa rosa è abbastanza noto, così come che vada trovato il modo di esprimerlo con continuità e affidabilità. Col Napoli, ad esempio, la Fiorentina ha provato e creduto di poterla vincere, cosa che può tranquillamente fare anche con Como, Atalanta e Juventus. Impossibile fare pronostici, perché più che dagli avversari dipenderà dalla Fiorentina stessa e dall'identità che vorrà darsi questa squadra. Coi campani di Allegri abbiamo avuto la riprova: se la Fiorentina spinge, accetta il rischio di avere due terzini offensivi, costringe gli avversari ad abbassarsi e ripiegare, con un Dragusin che chiude in quel modo lì e un De Gea che para in quel modo lì, allora può battere tutti. Se bada più a non prenderle, come nel primo tempo col Napoli con Viery terzino e poca spinta, soffre. Certo, va migliorata l'intensità, perché per andare a mille all'ora ci vuole benzina, ma intanto ci vuole la convinzione di poterlo e volerlo fare. In tal senso la sosta è arrivata al momento giusto.
Il resto lo faranno i singoli. In tanti ancora si sono nascosti perché partiti in ritardo, come Goncalves, altri hanno dovuto fare i conti con problematiche fisiche come Atta. Due pedine non a caso, ma di quelle che spostano. Occhio anche alla maturità, perché Mastantuono è un altro di quelli che deve ridurre i palloni persi per non spalancare le porte alle ripartenze avversarie, sfruttando al meglio quello che nel suo caso è davvero un talento ancora visto solamente a sprazzi, ma che è enorme. Poi ci sono quelli che tornano rigenerati dalla Nazionale, da Fagiolino che sta diventando sempre più Fagiolone a Cher Ndour, intoccabile e fedelissimo di Vanoli, pupillo di Paratici e autore di un gol da copertina in Under 21 con cui si è rimesso in pole position rispetto a Oulai. E non dimentichiamo i vari Njie, Gnonto più vari ed eventuali.
E' il momento di tirar fuori quel potenziale rimasto ancora in gran parte inespresso. E' tempo di esami per la Fiorentina. Al termine di questo filotto di partite si potrà capirne di più.
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