A Sollicciano “sono stati avviati dei lavori che stanno già producendo effetti”

Tutte le carceri toscane "sono oggetto di manutenzione. Ci siamo riuniti anche con i direttori, stiamo già pensando all'estate prossima, quindi interventi dal punto di vista climatico, perché è ovvio che abbiamo passato un'estate veramente torrida e la prossima certamente sarà come questa. Quindi stiamo già pensando a cosa offrire alla popolazione detenuta. E poi cerchiamo di fare quelle manutenzioni che le risorse pubbliche ci consentono di fare". Lo ha detto a margine di una conferenza stampa nella sede della Regione, il provveditore reggente dell'amministrazione penitenziaria della Toscana, Silvio Di Gregorio.
   
Per quanto riguarda nello specifico il carcere di Sollicciano, "sono stati avviati dei lavori che stanno già producendo effetti. E' stata già riaperta, per esempio, una sezione" e prossimamente toccherà a una seconda. Una apertura "ogni 45 giorni, al termine dei lavori di ristrutturazione e di manutenzione. Poi sono in corso le gare, le procedure per la manutenzione straordinaria che dovrebbe risolvere definitivamente il problema delle infiltrazioni".

    
Per ora, però, non è previsto il rientro a Sollicciano dei detenuti trasferiti la scorsa estate in altri istituti. "Abbiamo la necessità di quegli spazi per fare la rotazione necessaria per svuotare la sezione, fare i lavori e poi svuotarne un'altra. E così via a scalare".

     
In merito agli altri istituti penitenziari, per il padiglione D di Livorno, afferma ancora Di Gregorio "è un lavoro fatto, che vedrà la luce, speriamo, nel più breve tempo possibile e che, ovviamente, contribuirà a offrire una risposta a quello che è il sovraffollamento". Mentre per il Don Bosco di Pisa al momento non ci sono finanziamenti per interventi straordinari. Le risorse "sono quelle legate alle manutenzioni ordinarie, però è una testimonianza del fatto che l'amministrazione, sapendo di vivere e di gestire una realtà complessa, ha saputo dare delle risposte contenendo la criticità nel modo migliore possibile".


"Le condizioni inumane delle carceri e l'insalubrità dei luoghi di lavoro non si risolvono con gli spot. Servono programmazione, risorse e soprattutto coerenza tra ciò che si annuncia e ciò che realmente accade". E' quanto afferma in una nota il segretario generale dell'Osapp-Polizia penitenziaria Leo Beneduci, dopo le dichiarazioni di questa mattina del provveditore reggente della Toscana Silvio Di Gregorio in merito ai lavori negli istituti della regione. "Se Pisa resta senza finanziamenti straordinari e Sollicciano continua a perdere centinaia di posti, il cosiddetto piano carceri in Toscana, nei risultati, semplicemente non si vede".
     
A proposito dell'istituto fiorentino, fa sapere Beneduci, "ancora una volta viene annunciata la riapertura di una sezione ogni 45 giorni. È lo stesso cronoprogramma prospettato settimane fa e che la realtà ha già dimostrato essere assai più complicato degli annunci". Inoltre, evidenzia il segretario dell'Osapp, "la sesta sezione di Sollicciano, presentata come simbolo della ripresa, dopo la riapertura ha già registrato problemi di agibilità e situazioni nelle quali è stato necessario recuperare spazi destinati ad altre funzioni". Beneduci parla di "sale socialità, camere di sicurezza e locali della polizia penitenziaria trasformati in spazi detentivi", e ciò "è l'esatto contrario di un piano di rilancio. Se un detenuto arriva persino a trascorrere la notte in un ufficio del personale, significa che non si stanno recuperando posti: si stanno semplicemente rincorrendo le emergenze".
     
Per il sindacalista "dire che si interviene nei limiti delle risorse disponibili non è una strategia amministrativa. Esiste un commissario straordinario per l'edilizia penitenziaria, esistono strumenti per programmare manutenzioni straordinarie, ristrutturazioni e recupero della capacità detentiva". E anche sulla tempistica Beneduci chiede un cambio di marcia: "Pensare oggi all'estate prossima può essere utile. Ma muffe, infiltrazioni, degrado, sovraffollamento e ambienti di lavoro insalubri esistono adesso".
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