La Soprintendenza avrebbe chiesto di eliminare due piani da una delle due torri previste nell’ex ospedale militare di San Gallo, riducendone l’altezza da 23 a 17 metri per migliorarne l’inserimento nel contesto storico e limitarne l’impatto sullo skyline. Il progetto comprende un hotel da 56 camere, 33 suite e 10 residenze private. La proprietà, il gruppo di Singapore Pontiac Land, riferisce di un confronto collaborativo con buone prospettive di una soluzione condivisa, ricordando di avere già un titolo edilizio che autorizza i 23 metri. La soprintendente Antonella Ranaldi non commenta il caso specifico, mentre il Comitato Salviamo Firenze contesta entrambe le torri e chiede chiarimenti sulla natura della richiesta e sulla posizione del Comune.
Sul tema più generale delle trasformazioni dei palazzi storici, compresi Palazzo Bartolommei e Palazzo Rimbotti, Ranaldi sostiene che l’utilizzo degli immobili possa evitarne il degrado: «L’abbandono è il pericolo più grave». Il criterio della Soprintendenza è la compatibilità degli interventi con i beni, indipendentemente dall’identità degli investitori, riducendo le trasformazioni a quelle essenziali. Tra le preferenze indicate figurano alloggi di ampio taglio, anziché frazionamenti più piccoli, con controlli accurati e costanti sui complessi di maggiore pregio.
La stessa attenzione riguarda le opere pubbliche, dalla tramvia agli interventi presso il Ponte da Verrazzano: sicurezza e salvaguardia devono procedere insieme, senza che l’urgenza dei tempi comporti superficialità. Ranaldi auspica inoltre il ritorno dei residenti nel centro storico, ma invita a non trasformare turismo e accoglienza in bersagli di uno scontro politico, ribadendo il ruolo della tutela nell’accompagnare le trasformazioni ed evitare l’incuria del patrimonio. Lo scrive la Nazione.
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