L’abate di San Miniato chiede una città più accogliente, capace di tutelare residenti e periferie e unire sicurezza e integrazione

Firenze deve tornare a essere una comunità capace di accogliere, investendo sui giovani, sugli studenti e sui lavoratori. È il messaggio di padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, che condivide l’allarme del vescovo Gambelli: «La situazione è peggiorata negli ultimi anni» e la città è diventata «una sorta di triangolo delle Bermuda per studenti e lavoratori». Per invertire la tendenza servono politiche orientate al bene comune, altrimenti Firenze «rischia di finire come Venezia».

Sul turismo, padre Bernardo invita a valorizzare luoghi fuori dai circuiti tradizionali, garantire la vivibilità del centro e promuovere attività rivolte anche ai residenti. Chiede di preservare spazi per studenti e per la formazione degli artigiani di domani: «La città deve tornare a essere un luogo da vivere, non soltanto da attraversare». Anche le periferie devono offrire occasioni di aggregazione e ragioni per restare, con il contributo dell’amministrazione e della Chiesa, evitando che tutto si concentri nel centro turistico.

L’abate ribadisce infine che la sicurezza è un’esigenza primaria, che non può essere classificata come un tema di destra o di sinistra. Tutelare le persone, le abitazioni e i negozi deve accompagnarsi a una cultura della convivenza e dell’integrazione, senza alimentare risentimenti e paure né scivolare in ideologie razziste ed esclusive. Lo scrive la Nazione. 

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