Il Comune di Firenze "potrebbe fare molto di più" sulle politiche ambientali, e "qualunque amministrazione del pianeta sta facendo una frazione infinitesimale di quello che sarebbe necessario fare, quindi anche Firenze non scappa da questa regola". Lo ha affermato Stefano Mancuso, professore di neurobiologia vegetale all'Università di Firenze, a margine del convegno 'Restare umani nell'era dell'Ai', promosso da Unicoop Firenze.
"Dovremmo rimuovere al più presto possibile - ha spiegato ai cronisti - almeno il 15% delle nostre strade, di tutte le città: e al posto di questo 15% di strade mettere alberi. Ora, quando io lo racconto tutti quanti magari dite di sì, è vero, però se una delle strade è la strada in cui voi parcheggiate cominciate ad avere dei problemi diversi. E un po' ci rifacciamo all'idea dell'intelligenza artificiale: si vogliono le soluzioni, ma senza essere disposti a pagare alcun prezzo".
Oggi, ha osservato Mancuso, "il riscaldamento globale sta riscaldando il nostro pianeta e le nostre città, soprattutto le città italiane sono più calde di 3 gradi e mezzo rispetto al 1960, è una quantità enorme di calore. Se noi non facciamo immediatamente qualche cosa per raffreddarle, in brevissimo tempo l'economia, la salute, la socialità di tutte le persone che vivono nelle città, che in Italia, lo ricordo, è il 75% della popolazione, ne soffrirà in maniera molto ampia".
"Dovremmo rimuovere al più presto possibile - ha spiegato ai cronisti - almeno il 15% delle nostre strade, di tutte le città: e al posto di questo 15% di strade mettere alberi. Ora, quando io lo racconto tutti quanti magari dite di sì, è vero, però se una delle strade è la strada in cui voi parcheggiate cominciate ad avere dei problemi diversi. E un po' ci rifacciamo all'idea dell'intelligenza artificiale: si vogliono le soluzioni, ma senza essere disposti a pagare alcun prezzo".
Oggi, ha osservato Mancuso, "il riscaldamento globale sta riscaldando il nostro pianeta e le nostre città, soprattutto le città italiane sono più calde di 3 gradi e mezzo rispetto al 1960, è una quantità enorme di calore. Se noi non facciamo immediatamente qualche cosa per raffreddarle, in brevissimo tempo l'economia, la salute, la socialità di tutte le persone che vivono nelle città, che in Italia, lo ricordo, è il 75% della popolazione, ne soffrirà in maniera molto ampia".
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